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Cronaca Borgo San Lorenzo

Mugello sommerso dalla neve

E su Facebook il sindaco di Vaglia bacchetta "chi pretende subito le strade pulite"

"Dalle prime ore di questa mattina personale del Cantiere Comunale è impegnato con mezzi spalaneve, sulla viabilità di competenza, Si invita alla massima attenzione e si ricorda l'obbligo delle dotazioni invernali. Le foto si riferiscono alla frazione di Casaglia dove gli operai sono a lavoro sulla viabilità interna". Così il comune di Borgo San Lorenzo, postando sul profilo Facebook la foto che vedete sui sopra, che mostra una delle zone del Mugello letteralmente sommerse dalla neve. L'allerta meteo regionale per oggi era prevista a quota collinare, fino a 300-400 metri di altitudine, fino alle ore 15.

Disavventura sull'Appennino

Per quattro escursionisti disavventura sull'appenino mugellano, nei pressi di Marradi. I quattro ieri sera sono stati sopresi da una bufera di neve e sono stati costretti a passare la notte al bivacco della 'Capanna del Partigiano'. Nella notte sono stati raggiunti dai soccorsi e sono scesi a valle tutti insieme questa mattina.

Il sindaco: "Un tempo la gente si lamentava meno"

Siparietto su Facebook del sindaco di Vaglia Leonardo Borchi, che di fatto se la prende con i "lamentosi" odierni, in un posto dal titolo più che programmatico: "Quando la neve veniva davvero la gente non protestava".

"Sono entrato a fare il vigile a Vaglia, pardon la guardia, nel 1973. Di inverni con tormente di neve, di strade ostruite da cumuli di neve, del vetriore che spezzava i rami degli alberi, di silenzi irreali di paesaggi ovattati dalla neve che arrivava al ginocchio, negli anni passati, ne ho visti tanti", scrive il primo cittadino.

"Ho leticato tanto quando a Fontebuona sbarravo la strada a chi veniva dal Mugello senza catene e li mettevo in fila a bestemmiare mentre li costringevo, con le mani gelate, a tirare fuori quegli aggeggi già allora medievali. Ma mi sono infangato tante volte anche io aiutando signore, diversamente giovani e quanto mai imbranate, montando loro le catene per farle ripartire. Magari anche montando io alla guida delle loro auto per superare i tratti più pericolosi", prosegue.

"Certo - conclude Borchi -, gli scontri verbali c’erano anche allora. Quello che non c’era era l’aspettativa generale di vedere le strade pulite appena appena che cade il primo fiocco di neve. Non c’era quel senso di presunzione di onnipotenza di sentirsi e volersi più forte ed al di sopra della natura. Pretendere di raggiungere il posto di lavoro nello stesso tempo e modo sia in una bella giornata di primavera con la temperatura esterna di 25 gradi, sia di gennaio con le nuvole che scaricano ghiaccio. Riflettiamo gente. Dove stiamo andando? Perché tutta questa insofferenza, questo livore? Siamo tutti mortali e l’unica giustizia a questo mondo è che lì finiamo tutti. Riconosciamoci come tutti nella stessa barca e siamo più disponibili e generosi gli uni con gli altri".

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