rotate-mobile
Lunedì, 6 Febbraio 2023
Cronaca

La prima volta di un ricercatore italiano: le Neumann Medal allo scienziato di Firenze

A Luca Bindi il prestigioso riconoscimento, nella sua carriera ha scoperto oltre 100 minerali

Per la prima volta la Neumann Medal, prestigioso riconoscimento della Mineralogical Society of the United Kingdom and Ireland, va ad un ricercatore italiano. Ad ottenere il premio è un ricercatore dell'Università di Firenze, Luca Bindi, ordinario di Mineralogia e attuale direttore del Dipartimento di Scienze della Terra dell'Ateno. 

Il premio, intitolato alla ricercatrice Barbara Neumann in ricordo dei suoi studi pioneristici sulle argille e sui materiali artificiali, è stato conferito in passato da importanti scienziati del settore come Oelkers, Hawkesworth, Hawthorne, Carmichael, Carpenter e Salje.

Bindi, noto per i suoi studi sui quasi cristalli - materiali a metà tra lo stato cristallino e quello vetroso, di origine extraterrestre e oggi riprodotti in laboratorio - sarà chiamato a tenere nel 2023 una lecture alla Royal Society.

Il ricercatore toscano nella sua attività ha scoperto oltre cento minerali: è lo scienziato italiano che ha individuato il numero più alto di nuovi minerali e fra i primi dieci ricercatori al mondo che hanno descritto nuove specie mineralogiche.

L'ultimo in ordine di importanza è stato proprio quello che ha rappresentato la centesima scoperta. La ferrofettelite: un solfosale di argento, sottotipo della già nota fettelite, da cui prende il nome. E' stato scoperto in un campione di roccia estratto nella miniera di Odenwald in Germania e depositato nelle collezioni mineralogiche dell’University of Arizona Gem and Mineral Museum, da dove è stato inviato a Firenze perché venisse studiato da Bindi.

Un minerale molto raro. Ma Bindi non è nuovo ai primati. Tra i 100 minerali da lui descritti ve ne sono 13 extraterrestri (quasi il 3% dei 470 scoperti), individuati in frammenti di meteorite, tra cui gli unici due quasicristalli naturali documentati in natura, la icosahedrite e la decagonite.

La maggior parte dei nuovi materiali è stata scoperta nel prezioso patrimonio delle collezioni del Sistema Museale dell’Ateneo fiorentino, vero e proprio paradiso mineralogico con i suoi circa 50mila esemplari.

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

La prima volta di un ricercatore italiano: le Neumann Medal allo scienziato di Firenze

FirenzeToday è in caricamento