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Lunedì, 17 Giugno 2024
Cronaca Vicchio

Vicchio, il ministero nega il commissariamento della cooperativa il Forteto

A diffondere la notizia sono tre consiglieri regionali toscani: Stefano Mugnai (Fi), Giovanni Donzelli (Fdi) e Maria Luisa Chincarini (Cd)

Il ministero invia i suoi ispettori al Forteto, loro chiedono il commissariamento della cooperativa e adesso il ministero nega il commissariamento. Un caso che contraddice anche i risultati della commissione d'inchiesta. A diffondere la notizia sono tre consiglieri regionali toscani: Stefano Mugnai (Fi) (che e' stato presidente della commissione d'inchiesta sul Forteto e sul sistema degli affidi dei minori in Toscana), Giovanni Donzelli (Fdi), promotore in commissione dell'iter che pareva dovesse portare al commissariamento della cooperativa fondata da Rodolfo Fiesoli e le cui redini sono tuttora in mano a suoi fedelissimi, e Maria Luisa Chincarini (Cd), segretaria della commissione d'inchiesta regionale.

"E' un'assurdita'- sbottano oggi Mugnai, Donzelli e Chincarini- che il ministero ribalti, di fatto, i contenuti della relazione stilata dai suoi stessi ispettori in era Letta. Lo fa adducendo motivazioni in perfetto burocratichese, come se i rilievi emersi nella prima relazione del ministero fossero solo di natura amministrativa. Certo, ora il Governo e' cambiato e non sfugge che al suo interno operi, alla guida del dicastero che si occupa di lavoro e politiche sociali, la punta di diamante del mondo delle cooperative ovvero l'ex vicepresidente nazionale di Legacoop Giuliano Poletti. Coincidenze, certo, come tutte quelle che hanno consentito al Forteto trent'anni di storture".

Forti le anomalie che emersero nella relazione conclusiva della commissione presieduta da Mugnai. "L'organo amministrativo- si legge- non sembra abbia messo a conoscenza i soci lavoratori (o lo abbia fatto in maniera marginale e superficiale) del contratto di lavoro e, cosa assai grave, sembra che alcuni soci abbiano inconsapevolmente sottoscritto strumenti finanziari". Cosi', e' risultato anche che tutti i soci lavoratori erano inquadrati con lo stesso contratto, indipendentemente dalle mansioni svolte. Ulteriore anomalia e' la negazione da parte dell'ente al socio "del diritto alla consegna delle buste paga, del Cud e alla corresponsione delle prestazioni straordinarie e festive". Con un'ulteriore "condotta discriminatoria" verso i soci che sono usciti. (Agenzia Dire)

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