Anniversario della Liberazione di Firenze, Nardella: "Essere italiani presuppone essere antifascisti" / FOTO

Presenta anche la candidata della Lega Ceccardi, Rossi e Bonafé: "Lì solo per motivi elettorali"

"Non possiamo assistere in silenzio alla cancellazione della nostra storia. Ancora oggi sentiamo dire che essere fascisti o antifascisti non ha più senso. Non è così. Essere italiani presuppone l’essere antifascisti, credere nella nostra Repubblica significa credere negli ideali antifascisti e rifiutare ogni tipo di discriminazione. La comunità che siamo ha le sue fondamenta in questi valori che noi tutti saremo sempre qui a difendere". Così questa mattina Dario Nardella, al termine delle celebrazioni per il 76esimo anniversario della LIberazione di Firenze dal nazifascismo.

Le cerimonie sono iniziate questa mattina all'alba con i rintocchi della campana della Martinella, sulla Torre di Arnolfo, quella che l'11 agosto del 1944 dette il segnale per l'insurrezione contro i nazifascisti. Le forze antifasciste a Firenze, come ricordato anche questa mattina, furono le prime a liberare una città senza l'aiuto degli alleati, con gravi perdite umane tra civili e tra i partigiani. Firenze che poi sarà insegnata della medaglia d'oro al valor militare.

Presenti, tra gli altri le delegazioni dell'Anpi, Associazione nazionale partigiani d'Italia, e dell'Aned, Associazione nazionale ex deportati. Presente anche una delegazione della comunità Sikh, che dette un prezioso contributo alla liberazione.

Tra gli altri, oltre al sindaco Nardella, c'erano anche i candidati presidenti alle prossime regionali Eugenio Giani (centrosinistra), Tommaso Fattosi (sinistra) e Susanna Ceccardi (Lega e centrodestra).

“Sono felice di essere qui in nome della libertà e della democrazia, che sono valori condivisi. Credo che questo diventerà un appuntamento fisso anche da presidente della Regione”, le parole della Ceccardi. Alla candidata della Lega hanno replicato sia il presidente della Regione Enrico Rossi che la segretaria regionale del Pd Simona Bonafé.

"Non credo ad una rapida conversione della Ceccardi. Lo ha fatto solo per motivi elettorali. Aveva già dichiarato che 'non ha senso definirsi antifascisti' e aveva celebrato il 25 Aprile a Cascina chiamando nelle piazze figuranti vestiti da nazifascisti. Si era già definita 'né fascista, né antifascista'. No grazie Susanna, i Toscani non si lasciano turlupinare da te, vogliono un presidente antifascista. Giani lo è", ha scritto Rossi su Facebook. E Bonafé: "Speriamo che, con grave ritardo, abbia capito quanto questi valori siano importanti e radicati in Toscana e ci auguriamo che la sua non sia soltanto un'ipocrita 'conversione' elettorale".

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