I fratelli Alinari, la loro fotografia e Firenze

La società "Fratelli Alinari" fu la prima ditta fotografica ammessa al servizio dei Musei Vaticani e del Louvre, attività che prenderà forma nelle immagini delle opere d'arte presenti all'interno dei due musei

Una delle sale del museo

Da quando è stata “inventata” la fotografia non abbiamo saputo farne a meno. Molti sono i nomi dei fotografi che con i loro scatti hanno fatto e hanno raccontato la storia e la vita. Grandi giornali hanno fatto della fotografia il proprio segno di riconoscimento, basta pensare a National Geographic. A Firenze nel 1852, grazie ai fratelli Leopoldo, Giuseppe e Romualdo Alinari, è nata la prima azienda al mondo che si occupava di fotografia, di immagine e di comunicazione.

La società "Fratelli Alinari" fu la prima ditta fotografica ammessa al servizio dei Musei Vaticani e del Louvre, attività che prenderà forma nelle immagini delle opere d'arte presenti all'interno dei due musei.

Il catologo Alinari si arricchì soprattutto grazie all'attività di Vittorio, figlio di Leopoldo, che pubblicò volumi illustrati dalle fotografie appositamente realizzate, come quello dedicato ai luoghi della Divina Commedia.

Nel corso del Novecento le immagini dell'Alinari costituirono la maggior fonte d'illustrazioni (oltre il 10%) della grande editoria italiana. Negli archivi è custodito il patrimonio ritrattistico dell'azienda dall’inizio della storia della fotografia (1839), con oltre 5.5 milioni di immagini originali provenienti da importanti corpus fotografici.

Grazie ad un accordo con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, l’azienda ha il permesso per scattare immagini anche in musei e luoghi pubblici.

Dal 1º novembre 2006 l’ospedale San Paolo ospita il Museo nazionale Alinari della fotografia, ma il primo loro museo risale al 1985 con sede nel palazzo Rucellai, dal quale è stato in seguito spostato verso la showroom storico dello studio Alinari, dove si trova il laboratorio e l'importantissimo archivio fotografico.

Quello dei fratelli Alinari è stato il primo museo dedicato esclusivamente alla fotografia in Italia.

Oltre all'organizzazione di mostre fotografiche, l'istituzione si occupa anche di conservazione e restauro dei supporti originali, con circa 350.000 positivi originali di tirature d'epoca, fra i quali spicca un'unica collezione, per vastità e pregio artistico, di proto-fotografie, prese con tecniche del passato come la stampa all'albumina, al bromuro, su carta salata e poi calotipi, dagherrotipi, ambrotipi e stereoscopie.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Numerose sono state le raccolte e i lasciti che nel tempo hanno arricchito il museo, il quale oggi può vantare opere delle firme più importanti dell'Ottocento e del Novecento, fra le quali, oltre ai Fratelli Alinari stessi, spiccano: Robert Anderson, Vincenzo Balocchi ,Carlo Baravalle ,Felice Beato, Alphonse Bernoud e molti altri.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Caldo torrido su Firenze: tre giorni di allerta meteo

  • Incendio in fabbrica a Mantignano: colonna di fumo sulla città / FOTO

  • I turisti non tornano, i residenti se ne vanno: Firenze è sempre più vuota

  • Coronavirus: 217 in quarantena per l'ultimo focolaio

  • Coronavirus: impennata di nuovi casi, cluster di giovani

  • Caffè Rivoire, nuovo proprietario: "Ne farò un brand internazionale da esportare nei luxury mall"

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
FirenzeToday è in caricamento