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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Servizi pubblici, verso una nuova maxi società: gestirà energia, rifiuti, acqua

Nascerà una società multi-servizi che metterà insieme le realtà attuali: si parte con i comuni di Firenze, Prato e Empoli ma l'ambizione è regionale

I sindaci di Firenze, Prato ed Empoli, rispettivamente Dario Nardella, Matteo Biffoni e Brenda Barnini, hanno sottoscritto questa mattina l'impegno per dare il via al processo che, nei piani dei tre amministratori, porterà alla nascita a gennaio 2022 di una nuova società 'multi-servizi', quotata in borsa, che aggreghi le tante diverse società che oggi gestiscono i differenti servizi pubblici locali: acqua, energia e rifiuti.

L'obiettivo, come spiegato questa mattina in conferenza stampa on line dai tre sindaci, assieme al manager Alberto Irace e al presidente della Regione Eugenio Giani, è quello di “creare un soggetto unico, controllato e guidato dai Comuni che aumenti la propria capacità di investimento e allo stesso tempo porti avanti politiche sempre più rispettose dell'ambiente”.

La nuova società multi-utility, o multi-servizi che dir si voglia, sarà controllata dalle amministrazioni, quindi dal 'pubblico', attraverso i comuni che vi parteciperanno e che deterranno almeno il 51% delle quote della nuova realtà.

Il restante 49% sarà trovato sul mercato, e andrà quindi in mano ai privati, se pur con l'impegno a "coinvolgere investitori locali: consumatori, lavoratori, fondazioni e forze economiche regionali".

La nuova società per il momento metterà insieme Alia Spa, che si occupa del settore rifiuti nella Toscana centrale (58 comuni e 1,5 milioni di cittadini serviti) e Publiacqua Spa, che i fiorentini conoscono bene - anche per le bollette salate, tra le più care d'Italia - e che porta l'acqua nelle case di oltre un milione e 300mila toscani distribuiti tra 45 comuni tra Firente, Prato, Pistoia e Arezzo.

L'ambizione e la vocazione della nuova società multi-servizi però, come spiega il sindaco Nardella “è di carattere regionale” e aperta all'ingresso, tramite il coinvolgimento di altri comuni, di altre società tra le varie realtà toscane che offrono servizi nei tre settori suddetti.

Per arrivare alla fine ad una società che copra l'intera Toscana, sull'esempio delle grandi società multi-servizi già attive nel nord Italia, per esempio Hera Spa nell'area tra Marche, Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia.

“I sindaci ritengono necessario realizzare un processo di aggregazione nel campo dei servizi pubblici locali con la creazione di un soggetto industriale forte con maggiore capacità di investimento e, dunque, di erogazione dei servizi in favore dei cittadini. I comuni che lanciano il progetto, lo guideranno e controlleranno esprimendo la governance dell'azienda, che sarà aperta anche al mercato per reperire risorse da investire nei servizi”, si legge nel comunicato che annuncia l'operazione.

Si tratta di “un’operazione che vuole dotare i territori di un soggetto unico capace di competere con le realtà più avanzate del Paese e di offrire alle comunità locali una maggiore capacità in termini di finanziamenti e quindi di investimenti sul territorio, oltre a migliori standard per i servizi in favore dei cittadini, senza aumentare le tariffe ma anzi lavorando persino per una riduzione. Il progetto mette al centro i principi e i valori dell’Economia Circolare applicata alla gestione di energia, acqua e rifiuti che porti ad un modello sostenibile e 'green'”. 

Come esempio, “Publiacqua potrebbe aumentare di moltissimo i propri investimenti (secondo le stime diffuse 900 milioni nel quinquennio 2021-2026, contro i 370 in caso non si costituisca la multi-servizi, ndr), offrire migliori servizi ai cittadini e contemporaneamente contenere le tariffe”, assicura Irace.

Restando a Publiacqua, i grafici diffusi questa mattina parlano di una possibile riduzione della bolletta tra il -3,6% e il -8,7% negli anni compresi tra il 2022 e il 2026.

L'operazione, come non nascondono i diretti interessati, sarà abbastanza complessa. Le diverse fasi dovranno passare nei rispettivi consigli comunali.

Poi, uno dei primi passi dovrà essere la 'liquidazione' di Acea, che attraverso Acque Blu Fiorentine detiene il 40% di Publiacqua: un'operazione, ha stimato Irace, “nell'ordine di grandezza tra i 160 e i 200 milioni di euro”. Tra gli altri, c'è l'impegno a garantire il livello occupazione attuale, “che anzi potrebbe essere potenziato”.

“Sarà la prima grande multi-utility toscana e permetterà di avere vantaggi straordinari, innanzitutto per i cittadini, perché ci permetterà di avere più risorse per gli investimenti, si calcola un miliardo e mezzo di euro in più. Il pubblico, tramite i Comuni, crea, costruisce, controlla e guida e con una dotazione di risorse economiche straordinaria. Saremo quindi più forti e offriremo servizi di alta qualità, con una elevata attenzione ai temi ambientali e all'economia circolare - dichiara Nardella -. Allo stesso tempo non ci sarà un euro di indebitamento per le amministrazioni pubbliche”.

Per la gestione tecnica del percorso che porterà alla nuova società è stato scelto lo stesso Alberto Irace, manager di lungo corso, tra le altre cose già amministratore delegato di Publiacqua, scelto da Matteo Renzi sindaco nel 2009 e in quel ruolo fino al 2014, e poi ad del colosso romano Acea tra il 2014 e il 2017.

FOTO - Una nuova maxi società che gestirà rifiuti, acqua e energia

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