Movida: schiamazzi notturni in piazza, 36 ragazzi multati dalla municipale in borghese

A Maliceti, Prato. I genitori protestano: "Multe a tradimento, li mandiamo in centro tra spaccio e alcol? O li teniamo tutto il giorno alla playstation?"

Una pattuglia in borghese della polizia municipale di Prato ha elevato 36 multe per schiamazzi notturni ad altrettanti ragazzini che si erano ritrovati in piazza, vicino alla chiesa di Maliseti, una zona residenziale vicina a Montemurlo.

Le multe, racconta La Nazione, sono scattate lo scorso martedì sera intorno alle 22,30 e costeranno ai ragazzi (cioè ai loro genitori) 115 euro l'una.

Immediatamente è scoppiata la polemica tra genitori e Comune: "Li dobbiamo mandare in centro, dove spaccio e risse sono all'ordine del giorno?", chiedono i primi.

E aggiungono: "I controlli sono stati fatti a tradimento, da vigili in borghese, così non è educativo. Noi abbiamo sempre detto ai nostri figli di rispettare le istituzioni, ma le istituzioni dovrebbero educare, potevano dire ai ragazzi di non fare baccano e che sarebbero ripassati più tardi. Se li avessero trovati ancora in situazioni non consone, allora le multe sarebbero state sensate".

E infine: "Se non possono stare nemmeno la sera in piazza, cosa dobbiamo fare? Tenerli tutto il giorno chiusi in casa a giocare alla Playstation?".

A stretto giro di posta, è arrivata la risposta dall'assessore alla polizia municipale di Prato, Flora Leoni."Le modalità di controllo intraprese dalla polizia municipale a seguito delle numerosissime segnalazioni ricevute per gruppi di ragazzi che si ritrovano a tarda sera nei giardini residenziali, bilanciano l'inefficacia delle verifiche effettuate con frequenti passaggi delle pattuglie alle quali seguiva solo una temporanea quiete per poi riprendere dopo l'allontanamento degli agenti" ha detto l'assessore.

"L'attività di osservazione degli agenti in borghese è fatta proprio per accertare l'identità di chi provoca disturbo in maniera continuativa e intervenire così nei modi previsti dalle norme - ha aggiunto Leoni -. Legittima l'esigenza di ritrovarsi, stare insieme e fare musica: da conciliarsi, però, con l'esigenza di quiete e riposo dei residenti. Dispiace che alcuni genitori non siano contenti del rigore adottato".

La questione è spinosa: da una parte il sacrosanto diritto dei ragazzi, specie d'estate, a passare qualche ora insieme ai loro coetanei all'aria aperta, dall'altra l'altrettanto sacrosanto diritto dei residenti di riposare e comunque di non dover sopportare schiamazzi per ore.

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Adesso però è arrivata la raffica di multe: un segnale forte che ha infiammato la polemica.

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