Movida e caos Santo Spirito, Nardella chiede più sicurezza: “Servono più poliziotti e carabinieri”

Il sindaco Nardella: “E' un problema di ordine pubblico, noi teniamo in centro 50 vigili ogni notte”

In piazza Santo Spirito “non c'è un problema movida ma di ordine pubblico”. A rimarcarlo il sindaco di Firenze Dario Nardella, nel corso di una conferenza stampa convocata a Palazzo Vecchio questa mattina per illustrare il progetto preliminare della linea della tramvia di Campo di Marte.

“Il problema non è la birra in più, né i tavolini in più ma è un problema di ordine pubblico”. Quanto ai alla cronaca dei giorni scorsi, con cori e fumogeni “ci sono gruppi di antagonisti che vanno in piazza con fumogeni e striscioni, persone arroganti che privatizzano un luogo pubblico che è di tutti. Quindi è un problema di pubblica sicurezza e da sindaco pretendo che la legalità sia fatta rispettare”, aggiunge il sindaco.

E' un chiaro 'richiamo' anche alla prefetta di Firenze Laura Lega, che di presiede il comitato provinciale per la sicurezza e di fatto coordina le forze dell'ordine in città.

E infatti, prosegue Nardella “al prossimo comitato per l'ordine e la sicurezza pubblica in prefettura porterò proposte precise. Io ringrazio il lavoro di polizia e carabinieri sia chiaro, ma visto che il Comune dalle 19:30 alle 7:30 del mattino impiega 50 vigili urbani per la notte in centro, mentre dopo l:30 restano solo sei pattuglie di altre forze dell'ordine, proporrò che vi siano altrettanti poliziotti e carabinieri per garantire il controllo del territorio in città”.

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Il sindaco chiede quindi 100 uomini in più (50 poliziotti e 50 carabinieri) da sommare alle forze schierate dalla municipale. Per il resto, conclude il sindaco, la questione 'mala movida' “riguarda tutte le città italiane. C'è un problema anche di 'educazione'. Chiediamo in tutto questo dove sono la scuola e le famiglie, apriamo un dibattito su questo, perché non me la sento di buttare la croce addosso ai proprietari dei locali, che stanno lottando con le unghie e con i denti per non licenziare, e con i quali anzi stiamo dialogando”.

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