Piazza Santo Spirito e 'mala' movida, i gestori dei locali: "Paghiamo noi i bagni pubblici"

Dopo le proteste dei residenti la proposta di accollarsi parte delle spese per rendere i bagni gratuiti e prolungarne l'orario

"Ci accolliamo noi la spesa per tenere aperti i bagni pubblici gratuitamente e per un orario più prolungato". La proposta arriva da alcuni locali e ristoratori di piazza Santo Spirito e dintorni (autodefinitisi 'gruppo dell'ottimismo'), dopo le proteste dei residenti di piazza Santo Spirito sulla 'movida molesta' che va in scena praticamente ogni sera.

I residenti denunciano una situazione di "urinatoio a cielo aperto, risse, schiamazzi, cori da stadio fino a tardi", lamentando di ritrovare spesso al mattino bottiglie di vetro ovunque, sporcizia, urina sulle pareti della basilica. Lo 'scontro' con i gestori dei locali è venuto presto a galla. "Devono chiudere prima, e non dare da bere alcol da asporto nemmeno nei contenitori di plastica", chiedono in sostanza alcuni residenti, che due giorni fa si sono trovati in piazza per protestare.

I gestori dei locali però replicano. "Chiudere prima? Non cambierebbe nulla. Quello che viene denunciato accade dopo l'orario di chiusura e le bottiglie di vetro non le vendiamo certo noi, che abbiamo anche assunto steward per tenere sotto controllo la situazione".

In tutto ciò, salta agli occhi una contraddizione. I bagni pubblici accanto alla caserma dei carabinieri, dall'altisonante nome 'Toilet Santo Spirito', inaugurati non molti anni fa, chiudono a mezzanotte, quando tra l'altro sono ancora aperti anche i locali. Dei bagni ci sarebbe bisogno in orario più tardi, semmai. Non solo. Andare a fare pipì costa un euro. Non poco (un tempo i bagni 'pubblici' sarebbe stato normale considerarli gratuiti).

Ad ogni modo, tornando al cuore della questione, il 'gruppo ottimismo' dei ristoratori lancia la proposta di accollarsi parte della spesa. 

"Proponiamo un patto di alleanza fra ristoratori del luogo ed esercenti del bagno pubblico, per un accesso gratuito al bagno della piazza per tre sere, da giovedì a sabato, nella fascia oraria 19 - 2.30, assumendocene la gran parte dei costi di gestione - la proposta di Pasquale Maruca, gestore di Gustapanino -. Così si andrebbero ad evitare assembramenti presso i locali, si ridurrebbe la deprecabile pratica di trasformare gli angoli della piazza in bagni all’aperto e si promuoverebbe il decoro della piazza".

A quanto ammonterebbe la cifra che i locali sono disposti a dare come contributo a tale scopo? "150 euro al giorno. Per tre sere la settimana sono in totale1.800 euro al mese, non poco", dice Maruca.

Il secondo passo è quello di "rivolgere al Comune una richiesta di raccoglitori differenziati della nettezza al fine di ordinare la raccolta ed istruire così il quartiere che popola la notte della piazza a differenziare ciò che viene gettato". La proposta è lanciata, mentre ora si aspetta di sapere che ne pensa Palazzo Vecchio, che dovrebbe in pratica coordinare l'accordo con il gestore dei bagni.

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Tra i residenti c'è già chi però pensa che non funzionerà. "La scelta dei commercianti di pagare il bagno aperto fino alle 2:30 non risolverà nulla. È il tentativo degli esercenti di non chiudere alle 24, come da noi richiesto e di continuare a fare sbronzare migliaia di avventori ogni sera fino alle 2:30. Noi continuiamo a chiedere la chiusura dei locali alle 24 e il divieto di vendita da asporto e l'aumento della vigilanza", chiede Camilla Speranza, una delle residenti più attive nel denunciare quanto accade nel rione.

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