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Cronaca Impruneta

Donne e Iran: gli artisti mettono il corpo al centro

Una mostra di tre giorni ospitata al Castello di Montauto 

Corpi limitati, inibiti, censurati. E’ il fulcro della mostra che si terrà il prossimo weekend al Castello di Montauto. Protagonisti cinque artisti iraniani provenienti da varie parti del mondo che esporranno i propri lavori per sensibilizzare il pubblico e riportare l’attenzione su quanto sta continuando a verificarsi nel paese mediorientale per mano del repressivo regime islamico. 

Bodies” vuol puntare l’attenzione sul corpo e le limitazioni che sono state imposte alle donne e in generale alla libertà. “Abbiamo pensato di creare una mostra su questo tema, il corpo, per far capire come il collasso dei diritti in Iran passi dalle limitazioni al corpo e quindi alla libertà di espressione e affermazione di sé stessi” - chiariscono i curatori del gruppo ELtouch. “Nel nostro Paese il fisico diventa un limite, in primis per le donne”. 

Una questione, quest’ultima, tornata alla ribalta internazionale dopo la morte del settembre scorso di Mahsa Amini, giovane curda morta dopo le percosse della polizia morale per non aver indossato correttamente in velo. Morte che è diventata un innesco, che ha fatto esplodere le rivolte del popolo iraniano che il regime tenta ancora di soffocare con incarcerazioni, torture e condanne a morte. 

I cinque artisti in mostra al Castello di Montauto convergono quindi sul tema del corpo, con i propri stili e la propria storia, trascinando sul banco sia la questione dei diritti della donna e allargandolo anche alla questione di genere. Dalle tele giganti di Farzaneh Sotudehnia, alla vita libera delle donne parigine di Kambiz Khodabande passando al recupero delle donne iraniane nelle antichità proposte da Afshin Bagheri dove le figure femminili si confrontano con dei mostri pur trovando la speranza di affrancarsi simboleggiate da un soldato o un bambino.

Passando infine per i ricordi esistenziali di Amirmahdi Zahedi dove l’arte figurativa - corpi di donna - vengono “censurati” da pezzi Lego, mattoncini fondamentali nell’infanzia dell’artista. Chiudendo il tutto con l’artista concettuale Alireza Mohtashami che presenta tavole in cui  si mettono a nudo  l’espressività anatomica correlandola al vino che è la cosa accomuna terra e inferno.
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