Morto Silvano Sarti, addio al partigiano 'Pillo': combatté per liberare Firenze

Era nato nel 1924, si unì alla Brigata Sinigaglia per combattere il nazifascismo. Non perdeva occasione per mettere in guardia dai pericoli dei nuovi estremismi

Silvano Sarti

E' morto questa notte Silvano Sarti, ex partigiano 'Pillo'. Ne dà notizia l'Anpi Firenze con un post su Facebook.

“Stanotte, nel sonno, ci ha lasciato Silvano Sarti. Partigiano, presidente onorario ANPI Firenze e instancabile resistente per tutta una vita”, si legge sul profilo della sezione fiorentina dell'Associazione Partigiani.

Silvano Sarti era nato nel 1924 e si era unito nel 1944 alla Brigata Sinigaglia per combattere nelle file della Resistenza contro il nazifascismo, partecipando alla liberazione di Firenze.

Era costantemente presente, nonostante l'età avanzata, a tutte le commemorazioni e gli anniversari legati alla Liberazione e alla lotta partigiana.

Immancabile il 25 aprile al grande pranzo all'aperto in piazza Poggi, sotto la torre di San Niccolò, dove prendeva la parola e non si stancava di mettere in guardia, rivolto specialmente ai più giovani, contro gli estremismi di oggi e il rischio sempre presente di una deriva autoritaria.

Sui social sono tantissimi i messaggi di cordoglio. Con un lungo post lo ricorda anche il sindaco Dario Nardella.

“Il partigiano Silvano Sarti ci ha lasciati. 'Pillo' se ne è andato in questa fredda notte fiorentina, in silenzio. Un uomo alto, forte, energico, è stato piegato dal tempo. Lui che aveva combattuto con i partigiani per liberare la nostra Firenze dai nazifascisti, medaglia d’oro al valore militare”, scrive il sindaco.

“Lui che non ha mai dubitato da che parte stare. Lui che ha passato tutta la sua vita a parlare con i giovani, a discutere con gli operai, sempre in prima linea. Lui che incarnava i valori più genuini dell’essere fiorentino. Ce lo ricorderemo così, con il foulard rosso al collo, il sorriso tenero sul volto scolpito dalla vita, spesso dura, la voglia di parlare, di raccontare senza fermarsi mai”, prosegue Nardella.

“Aveva paura - conclude il primo cittadino -, di perdere la voce Silvano, per non poter più raccontare la violenza del fascismo, l’odio degli oppressori, il coraggio di chi non si è piegato e ha scelto la libertà. Stai tranquillo Silvano, la tua voce sarà sempre la nostra voce, la tua speranza sarà sempre la nostra speranza, la tua testimonianza sarà sempre la nostra testimonianza. Ciao Silvano. Compagno partigiano”.

Camera ardente a Palazzo Vecchio

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