La scomparsa di Lelio Lagorio: fu il primo presidente della Toscana

Aveva 91 anni, era stato anche sindaco di Firenze

E' morto nella notte a Firenze Lelio Lagorio, primo presidente della Regione Toscana. Nato a Trieste il 9 novembre 1925, si era trasferito fin da piccolo con la famiglia a Firenze. Durante il fascismo venne diffidato per azioni di contestazione nella scuola e segnalato due volte all''Autorità. Dopo l'8 settembre, renitente al servizio militare della Repubblica sociale italiana, entrò in clandestinità. Finita la guerra si laureò in giurisprudenza all''Università di Firenze, dove poi insegnò per nove anni diritto processuale civile come assistente di Piero Calamandrei, iniziando anche la carriera di avvocato prima di aderire al Psi e iniziare il suo lungo percorso politico.

Di Firenze divenne sindaco nel 1965. Un'esperienza che durò pochi mesi prima di diventare primo presidente della Regione Toscana. Era stato, inoltre ministro della difesa dall'80 all' 83. Lelio lascia la moglie, due figli e tanti nipoti. Per la sua scomparsa ha espresso il suo cordoglio, fra gli altri, anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella: "Lagorio - ha detto Mattarella- era un giurista colto e rigoroso, un uomo del dialogo, un servitore dello Stato".

"Con lui se ne va un'altra figura fondante, esempio di impegno e militanza senza sosta, di una civiltà democratica che perseguiva la coesione e la responsabilità pur nel contrasto aspro e nell'intransigente diversità politica e culturale, di un comportamento attivo che oggi va riscoperto e ripensato, anzitutto per la capacità e la consapevolezza di una politica laboriosa e piena di umanità, piena espressione della sovranità popolare", ha commentato il presidente della Regione Enrico Rossi.

"A lui si deve la creazione dell'ultimo importante modello di finanziamento pubblico dello spettacolo - ha detto il sindaco di Firenze Dario Nardella - grazie al quale grandi e piccole Istituzioni sono nate e cresciute in Toscana e in Italia. E' senza dubbio uno degli esempi più positivi della storia politica toscana del riformismo laico, che Firenze ricorderà con rispetto e gratitudine. Se ne va un uomo da sempre animato da forti ideali e passione per la politica".

La commozione è arrivata anche dai suoi compagni di partito: dal Presidente del Consiglio regionale Eugenio Giani al segretario del Psi Riccardo Nencini, passando per Bobo Craxi e Valdo Spini. Cordoglio anche da parte della Cgil. Lagorio era anche giornalista: l'Associazione stampa toscana ha manifestato il cordoglio. I funerali civili si svolgeranno in forma privata.

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