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La scia di sangue

Lavoro: in Toscana 12 vittime in tre mesi, incidenza di mortalità superiore alla media italiana

Firenze al primo posto, con ben otto decessi. In aumento le denunce per infortunio, l'8% del totale nazionale

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Dodici morti in tre mesi, uno a settimana, in Toscana. Con la provincia di Firenze a fare da “capofila” nella lugubre classifica: otto vittime, cinque delle quali nel crollo nel cantiere Esselunga di via Mariti lo scorso 16 febbraio. Numeri diffusi dall’Osservatorio sicurezza e ambiente Vega Engineering (nel giorno in cui fa tappa in piazza della Signoria la campagna della Uil Zero morti sul lavoro) che tracciano un quadro preoccupante: la Toscana infatti si colloca in zona arancione, con un’incidenza di mortalità (numero di lavoratori deceduti ogni milione di occupati) superiore alla media italiana, 6,8 contro 6,4. E Firenze si trova addirittura in zona rossa (la fascia con incidenza superiore al 125% dell’incidenza media nazionale) con un indice di 17,8,  così come Siena (8,5), dove nei primi tre mesi del 2024 c’è stata un’unica vittima. Un morto sul lavoro anche a Pisa, Lucca e Livorno.

“In Toscana la situazione appare stabile rispetto al primo trimestre del 2023. E questo non è certo un dato confortante. Le vittime erano 13 a fine marzo 2023, mentre nel 2024 sono 12. E, accanto ai numeri delle vittime, ci sono altri e più significativi indicatori che narrano in modo più preciso l’emergenza in regione. Stiamo parlando di incidenza della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa. Così a fine marzo 2024 la Toscana si trova, secondo la nostra mappatura, in 'zona arancione'; una zona in cui il rischio di mortalità sul lavoro risulta superiore alla media nazionale”, commenta Mauro Rossato, presidente dell’Osservatorio sicurezza e ambiente Vega Engineering.

Per quanto riguarda le denunce sono state 11.563 su un totale di 145.130, l’8% di quelle rilevate in Italia, con una crescita del 3,8% rispetto al 2023. Anche qua il “primato” è fiorentino con 3.495, quindi Pisa (1.365), Lucca (1.266), Livorno (1.023), Arezzo (980), Siena (962), Pistoia (676), Prato (625), Massa Carrara (610) e Grosseto (561). La maggior parte degli infortuni denunciati riguardano uomini (7.326 contro 4.237), con una buona fetta di lavoratori stranieri (2.467), mentre la fascia di età maggiormente coinvolta è quella tra 50 e 54 anni, 1.457 casi.

A livello di comparti, il più colpito è il manifatturiero (1.160), seguito da costruzioni (720), sanità (610), commercio (561) e trasporto e magazzinaggio (538).

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