Morte di Martina Rossi, tensione in aula e corsa contro il tempo per evitare la prescrizione

Il processo in Corte d'Appello. La studentessa genovese morì a Palma di Maiorca precipitando dal terrazzo: per l'accusa, sfuggiva a un tentativo di stupro

Alta tensione stamani in aula al processo per la morte di Martina Rossi, la studentessa genovese deceduta a 19 anni, nell'agosto del 2011, precipitando da una camera di albergo a Palma di Maiorca, mentre secondo l'accusa stava fuggendo a un tentativo di stupro.

A processo, in Corte d'Appello, ci sono Luca Vanneschi e Alessandro Albertini, due aretini di Castiglion Fibocchi di 27 anni (uno dei quali era presente in aula) imputati per tentata violenza sessuale di gruppo dopo che, lo scorso novembre, la Corte aveva dichiarato estinta - per prescrizione - l'accusa ulteriore di “morte come conseguenza di altro reato”.

L'udienza odierna era inizialmente prevista per settembre 2020 ma è stata anticipata, su indicazione della Presidenza della stessa Corte d'Appello, onde evitare che anche il secondo reato cadesse in prescrizione.

In questa “corsa contro il tempo”, stamani alle parti civili - i familiari di Martina - non sono andate giù le richieste di uno dei difensori degli imputati, l'avvocato Stefano Buricchi, il quale ha (del tutto legittimamente) sollevato un'eccezione di nullità davanti alla Corte, contestando proprio la nuova calendarizzazione nonché la presunta violazione del principio del giudice naturale, in virtù della sostituzione di due componenti del collegio giudicante.

Da ciò l'alta tensione in aula: alla richiesta di modificare la calendarizzazione, ritardando così di fatto l'esito del giudizio, le parti civili hanno infatti alzato la voce e protestato vibratamente. I giudici, comunque, hanno respinto l'eccezione del difensore.

In primo grado, nel dicembre 2018, il processo a Vanneschi e Albertini si era concluso con la condanna dei due imputati a 6 anni, per entrambi i reati che gli venivano contestati: morte in conseguenza di altro reato e tentata violenza sessuale.

Il primo reato però si è già prescritto, mentre il secondo lo sarà nell'agosto del 2021. Se le modifiche previste dalla riforma della prescrizione, in base al testo del Guardasigilli Alfonso Bonafede - entrato in vigore il primo gennaio -  fossero state già legge, il primo reato (morte come conseguenza di altro delitto) non si sarebbe estinto per prescrizione.

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Ma non si prescriverebbe neanche quello di tentata violenza sessuale, hanno fatto notare gli “addetti ai lavori” presenti in aula. Il processo – e la sua corsa contro il tempo - prosegue il 17 febbraio.

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