Morte Astori: svolta nelle indagini

Nuova perizia del super-consulente della procura

Davide Astori con la maglia della Fiorentina

Esattamente 8 mesi fa (il 5 marzo 2018) il capitano della Fiorentina Davide Astori moriva in una camera d'albergo a Udine.

Nei giorni scorsi il super-consulente della procura di Firenze, il professor Domenico Corrado, ha consegnato al procuratore capo Giuseppe Creazzo (titolare del fascicolo assieme al sostituto procuratore Antonino Nastasi) una nuova perizia sulla morte del capitano. E' quanto riporta oggi il quotidiano la Nazione.

Dall’esito di questo lavoro la procura deciderà se continuare a tenere aperta l’inchiesta per omicidio colposo, individuando eventuali responsabilità nella catena di controlli sanitari a cui è stato sottoposto il calciatore nei suoi 31 anni di vita, o se archiviare il procedimento.

Sono già state fatte due perizie sul corpo del giocatore, condotte da Gaetano Thiene e dal collega Carlo Moreschi. Secondo Thiene e Moreschi, Astori non sarebbe morto per la bradiaritmia ipotizzata in principio, ma per una tachiaritmia.

L’esatto contrario, insomma: il cuore del capitano viola avrebbe iniziato a battere ad un ritmo più veloce del normale, un’accelerazione improvvisa che lo avrebbe portato alla morte. Gli esperti scrissero anche un’amara realtà: se qualcuno avesse dato l’allarme, se Astori non fosse stato solo e fosse stato soccorso, avrebbe forse potuto superare la crisi cardiaca scatenata dalla tachiaritmia. 

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