Fiorentina, morte di Astori: chiesto il processo per il dottor Galanti

Accusato di omicidio colposo. Udienza preliminare fissata il prossimo 22 ottobre

Novità nell'inchiesta sulla morte di Davide Astori, il capitano della Fiorentina deceduto il 4 marzo 2018 mentre si trovava nella sua camera d'albergo in ritiro prima della partita contro l'Udinese. La procura di Firenze ha infatti chiesto il rinvio a giudizio del professor Giorgio Galanti, pratese, ex direttore della medicina sportiva dell'ospedale fiorentino di Careggi. L'accusa è di omicidio colposo. Galanti, difeso dall'avvocato Sigfrido Fenyes, comparirà in udienza preliminare davanti al giudice Angelo Antonio Pezzuti il prossimo 22 ottobre. Nessuna notifica di fissazione udienza preliminare invece è stata al momento ricevuta dall'avvocato Andrea Puccio, che difende il cagliaritano Francesco Stagno, ovvero l'altro medico indagato per omicidio colposo insieme a Galanti nell'indagine condotta dai carabinieri coordinati dal pm Antonino Nastasi. Segno che per la sua posizione si va verso uno stralcio o, più probabilmente, l'archiviazione. 

Secondo l'ipotesi accusatoria, la morte improvvisa di Astori sarebbe scaturita da una “cardiomiopatia aritmogena diventricolare”. Galanti è indagato perché avrebbe firmato le idoneità all'attività sportive di Davide Astori nonostante una serie di esami avessero evidenziato la presenza di extrasistole ventricolari nel corso delle prove da sforzo cui era stato sottoposto il calciatore. Il medico avrebbe quindi colposamente “violato i protocolli cardiologici per il giudizio di idoneità allo sport agonistico”. Nello specifico, l'accusa sostiene che Galanti avrebbe rilasciato due diversi certificati di idoneità alla pratica del calcio agonistico - uno nel luglio 2016 e l'altro nel luglio 2017 - nonostante fossero emerse nelle rispettive prove da sforzo aritmie cardiache. 

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Galanti è anche accusato di aver omesso di sottoporre DA13 ad altri accertamenti diagnostici più approfonditi sull'origine e sulla cause delle extrasistole, al fine di escludere una cardiopatia organica o una sindrome aritmogena. Per la procura, se la patologia fosse stata diagnosticata mentre si trovava in una fase iniziale, Astori avrebbe potuto interrompere l'attività agonistica e, tramite la prescrizione di farmaci, rallentare la malattia e prevenire l'insorgenza di 'aritmie ventricolari maligne'. Invece il 4 marzo dello scorso anno, alle 9.30 il difensore viola venne trovato senza vita nella camera d'albergo dove era in ritiro con la squadra, prima della partita contro l'Udinese. I compagni di squadra lo aspettavano a colazione, stupiti del ritardo. Poi la scoperta del dramma, l'annullamento dell'intera giornata di campionato, il muro del Franchi tappezzato di sciarpe, fogli, bandiere e fiori in ricordo del Capitano. E un'intera città che quattro giorni dopo pianse per DA13 nella Basilica di Santa Croce.
 

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