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Cronaca Campi Bisenzio

Shoaib, da 40 giorni senza stipendio: “Qua per aiutare la mia famiglia, è dura ma resisteremo” / FOTO

Parla uno dei lavoratori della società che ha in appalto il magazzino di Mondo Convenienza, il presidio continua ad oltranza

Shoaib Saleem da ormai quaranta giorni è senza stipendio. È infatti uno degli operai di Rl2 (facchini, montatori e autisti), la società che ha in appalto il magazzino di Campi Bisenzio di Mondo Convenienza, che da fine maggio stanno scioperando per chiedere migliori condizioni di lavoro, a cominciare dal passaggio dal contratto multiservizi/pulizie a quello della logistica. Finora senza successo, con tanto di tavolo in Regione interrotto bruscamente al primo incontro. 

25 anni, in Italia dal 2016, Shoaib è originario di Mandi Bahauddin, nel Punjab, Pakistan settentrionale. “Sono venuto da solo per aiutare la mia famiglia, mamma babbo e due sorelle. Resistere un mese senza stipendio è dura per me e per loro, ma dobbiamo avere la forza per andare avanti”.

Sei mesi di viaggio a piedi per arrivare

Di forza ne ha abbastanza, anche a giudicare dall’odissea per approdare qua, sette anni fa, dopo quasi sei mesi di viaggio. “Sono partito dal Pakistan e ho fatto praticamente tutto il percorso a piedi: Iran, Turchia, Grecia e Serbia”. L’intera rotta balcanica, attraversata lo scorso anno da oltre 145mila persone come lui, provenienti soprattutto da Afghanistan e Siria (che in teoria avrebbero diritto all’asilo), ma anche Bangladesh e, appunto, Pakistan.

“Una volta arrivato in Serbia mi hanno rimandato indietro in Grecia. Alla fine ci ho riprovato via mare e sono sbarcato in Puglia. Con un grosso spavento durante la traversata, quando si è spento il motore del gommone e non voleva riaccendersi. Ma di momenti difficili ce ne sono stati tanti - ricorda - sulle montagne dell’Iran senza ombra e senza acqua o all’ingresso in Turchia dove i soldati ci hanno minacciato di morte, fino al respingimento in Serbia. Non mi sono fermato in nessun Paese, erano tutti di passaggio. Volevo arrivare qua prima possibile perché avevo sentito dire che c’era una situazione migliore”.

Subito al lavoro, ma che condizioni

Dopo sei mesi ce l’ha fatta: altri sei in Puglia, a Gravina in provincia di Bari, quindi la Toscana: “Ho trovato quasi subito lavoro a Prato, in una ditta cinese sempre di carico/scarico. Però era molto dura, con un sistema di appalti e caporali che rendeva impossibile la vita. Sono passato a Mondo Convenienza (l’azienda è in realtà Rl2, ndr) tre anni e mezzo fa, sperando di trovare qualcosa di meglio. Invece anche qua tutto continua a peggiorare”.

Così la decisione con un’altra ventina di lavoratori, all’inizio quasi esclusivamente pakistani, di scioperare. Una protesta che poi è cresciuta di numero, allargandosi ad operai di altre nazionalità. Continuare a oltranza però è sempre più faticoso.

"Non ci arrenderemo"

“Vivo a Prato in una casa insieme a un’altra persona. Finora siamo riusciti a organizzarci in qualche modo per mangiare, abbiamo aperto la raccolta fondi, anche se è sempre più difficile. Ancora di più per chi, come me, deve mandare i soldi a casa per dare una mano ai familiari. Questo l’azienda lo sa e sta allungando i tempi, è convinta che non resisteremo a lungo e andremo via. Adesso ha inviato pure le lettere minacciando licenziamenti. Ma noi - assicura Shoaib -, non ci arrenderemo fin quando non vedremo riconosciuti i nostri diritti. Fino alla vittoria”.

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