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Mondeggi, l'asta va deserta: area rurale a rischio

Nessuna offerta per la Villa del Seicento dove 20 occupanti fanno agricoltura. Grassi: "Abbandonare privatizzazione"

E' andata deserta l'asta delle manifestazioni d'interesse della Città metropolitana per la tenuta di Mondeggi, villa medicea del Seicento con case coloniche e 180 ettari di terreno agricolo. Tutto nonostante il prezzo di base, fissato a 9,5 miloni di euro, fosse stato ribassato del 40 per cento. Rimane così il punto interrogativo sull'area, che da alcuni anni è occupata da una ventina di persone che ne coltivano i terreni.

"La Città Metropolitana di Firenze porta avanti una decisa azione di valorizzazione del suo patrimonio e la consigliera delegata Benedetta Albanese sta lavorando con la Direzione Patrimonio anche all'introduzione di un Regolamento dei beni comuni perché venga sottoposto all'attenzione del Consiglio Metropolitano", fa sapere l'istituzione.

Gli occupanti producono olio, vino e ortaggi e chiedono un riconoscimento e hanno recentemente costituito un'associazione, "Amici di Mondeggi", che il sindaco di Bagno a Ripoli (comune di competenza) Bruno Casini ritiene "un passo avanti non sufficiente". 

Il Comune prova a mantenere la struttura come "patrimonio rurale", ma lo spettro della privatizzazione incombe. "E' stata bocciata la linea di Nardella - attaccano Enrico Carpini, consigliere metropolitano di Territori Beni Comuni, e Tommaso Grassi di 'Firenze riparte a sinistra' - è giunta l'ora per l'amministrazione Metropolitana di confrontarsi con la realtà e dare ascolto alla sempre più forte richiesta che viene dai cittadini e dalle associazioni perché si rinunci alla vendita e si avvii un processo per la gestione civica e partecipata del complesso". 

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