Venerdì, 19 Luglio 2024
Cronaca

Molotov contro il consolato Usa: il 21enne resta in carcere

“L’indagato chiaramente inneggiante alla lotta armata”

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Resta in carcere il 21enne fermato per il lancio di alcune molotov davanti al consolato statunitense. Ieri Dani Hakam Taleb Moh'd ha risposto per un paio di ore alle domande del gip, quest’ultimo ha convalidato il fermo e disposto la misura cautelare in carcere. 

Il giovane, di origine metà giordana e metà palestinese, era stato rintracciato da carabinieri, digos e polizia postale dopo la diffusione di un video in cui si annunciavano altri attacchi dopo quello sul Lungarno. La misura sarebbe stata disposta in quanto sussisterebbe il pericolo di fuga e il rischio di reiterazione del reato. Su quest’ultimo punto, secondo il gip, come riporta LaPresse, bisogna tener conto della "fortissima determinazione criminosa" dell'indagato "manifestata con i suoi gesti e principalmente con le sue rivendicazioni" nelle quali "è lo stesso Dani a spiegare che è intenzione sua e dei suoi sodali commettere altre 49 operazioni contro obiettivi sionisti in Italia e che l'attacco al consolato è stato solo un 'avvertimento'", indicando anche "una lista dei primi 50 obiettivi in Italia da colpire". Infine, nell'ordinanza il giudice rileva che l'indagato "è l'amministratore del canale Telegram 'The Whole World is Hamas' chiaramente inneggiante alla lotta armata".

Allo stato, precisa il gip, riporta la Nazione, “deve ritenersi che l'azione dell'indagato non sia stata commessa senza il concorso, anche morale di altre persone o di organizzazioni che sicuramente presterebbero al medesimo appoggio e assistenza in caso di latitanza o anche di espatrio”. 

Nei giorni scorsi il padre del ragazzo aveva parlato con il quotidiano La Repubblica: "Spero che gli sia data un’altra opportunità, che l’errore gravissimo che ha commesso non gli pregiudichi la possibilità di rifarsi una vita serena e tranquilla. Ha sbagliato, ma non è un criminale o un pericoloso terrorista". “La nostra è una famiglia di pace, pienamente integrata. Io vivo qui da 40 anni, sono stato presidente della comunità palestinese fiorentina. E ho organizzato tante iniziative per promuovere il dialogo".

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