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Cronaca

Botte a coetanei per rubare cellulare e soldi, tre minori arrestati per rapina aggravata in concorso

Giro di vite nei confronti di chi è stato denunciato, il questore ha firmato 18 misure di prevenzione nei confronti di 16 persone

Avrebbero aggredito due giovanissimi nel sottopasso della stazione di Rifredi per poi derubarli di  un cellulare e dei contanti. Per questo tre minori, due 14enni ed un 17enne, sono stati arrestati sabato scorso dalla polizia con l’accusa di rapina aggravata in concorso. Sulla base di quanto emerso, gli indagati avrebbero impedito fisicamente la fuga alle vittime, una delle quali sarebbe stata anche colpita con un pugno. Sulla scia del recente Decreto Caivano, da pochi giorni convertito in legge, per il gruppetto è scattato l’avviso orale, firmato dal questore Maurizio Auriemma, un ammonimento formale a tenere una condotta consona alla legge con conseguenze più gravi in caso di ‘recidiva’. 

Da via Zara è stato annunciato un giro di vite nei confronti di chi è accusato di furti e rapine: 18 le misure di prevenzione nei confronti di 16 persone, numerosi gli 'under 18'. 

Nel dettaglio, avviso orale per un 17enne ritenuto il presunto autore di un tentativo di rapina in via San Zanobi e di un colpo andato a segno in via Pagnini, entrambi l’8 novembre. Nel primo caso l’aggressore avrebbe colpito la vittima a calci e pugni cercando, senza riuscirvi, di portargli via il telefonino; nel secondo, si sarebbe fatto consegnare da un giovane il telefonino, minacciandolo di avere con sé un coltello. A questi due reati si aggiungerebbe anche un tentato furto di una bici in centro; quando le volanti lo hanno fermato, gli avrebbero trovato addosso almeno tre telefoni rubati. Altri avvisi orali per sei giovani di età compresa tra 16 e 19 anni (tre i minori), denunciati per rapina e lesioni aggravate nell’ambito di una aggressione di gruppo avvenuta nell’hinterland fiorentino nei confronti di un ragazzo e per un altro 17enne arrestato la scorsa settimana dalla polfer di Santa Maria Novella con l’accusa di aver tentato di rapinare una persona in stazione usando dello spray al peperoncino.

Infine avviso orale per un 37enne georgiano denunciato più volte per furto e fermato per un taccheggio in un centro commerciale di Figline Valdarno, per un cittadino romeno di 28 anni, già noto alle forze di polizia, recentemente fermato dalla polstrada bordo di un’auto rubata a Genova; per un 24enne originario della provincia di Siena, accusato l’estate scorsa di un furto di bici nell’Empolese e per una fiorentina di 27 anni sorpresa con quasi 400 euro di profumi rubati in un esercizio commerciale di piazza della Repubblica. Per quest’ultimi, essendo residenti fuori Firenze, è scattato anche il foglio di via obbligatorio. 

Ancora, non potranno rimettere piede nel capoluogo toscano o, a seconda dei casi, in altri comuni della provincia, per periodi di tempo che vanno da uno a quattro anni, anche un cittadino marocchino di 33 anni denunciato il mese scorso dalla Polfer in quanto avrebbe aggredito gli agenti che lo stavano identificando per aver molestato alcuni viaggiatori a bordo di un treno, brandendo anche un coltello; una 37enne originaria dell’Est Europa arrestata e denunciata più volte per reati predatori ed infine una 30enne residente nel Pistoiese, già sottoposta alla misura cautelare degli arresti domiciliari in procedimento che la vede indagata a seguito di almeno due furti di borse, con all’interno anche carte di credito; la refurtiva sarebbe stata portata via a due anziane che le avevano momentaneamente lasciate incustodite per andare a prendere l’acqua ad un fontanello a Scandicci. Tutte le misure, per le quali è sempre ammesso ricorso, diventeranno esecutive dopo le relative notifiche delle stesse, al momento in corso d’opera.

Questi provvedimenti hanno un percorso parallelo alle vicende giudiziarie e col tempo, quando naturalmente ne ricorrono i presupposti, possono portare anche per i giovanissimi a importanti divieti e obblighi, la cui violazione rischia, anche in questo caso, di far finire i contravventori dietro le sbarre.

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