Midland la “salva” Futsal in Toscana

Il Presidente Luca Marè interviene sull'eliminazione della Nazionale alle qualificazioni ai Mondiali e sul momento del Calcio a 5 in Italia.

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di FirenzeToday

L’Italia battuta 4-1 dal Portogallo nell’ultima partita dell’Elite Round, in casa dei lusitani, è stata estromessa dalla corsa al Mondiale. Il Portogallo riserva per la seconda volta negli ultimi 20 anni una grande delusione alla nostra Nazionale italiana di Calcio a 5. Già nel 2000 infatti, a Paços de Ferreira, gli azzurri giunsero secondi nel girone vinto dai padroni di casa e furono estromessi dalla fase finale dei Mondiali. “Come appassionato di Futsal – spiega il Presidente della Midland – ho vissuto la non qualificazione ai Mondiali della nostra nazionale con molta tristezza e rammarico. Questo riporta l’attenzione sulle condizioni del nostro sport, uno sport considerato minore e che per questo trova ancora molte difficoltà di ogni tipo in varie regioni Italiane, anche in Toscana.” “Come presidente della nostra società – prosegue Marè – sono orgoglioso di aver portato avanti in questi anni un progetto che ha dato frutti importantissimi. Con circa 300 tesserati ed oltre 220 bambini nella nostra scuola calcio a 5, siamo ormai la realtà Toscana più grande che si dedica in maniera professionale al Futsal. Il rovescio della medaglia è che tutto questo viene fatto senza nemmeno un impianto sportivo assegnato, avendo così grandi costi di affitto e gestione che sacrificano anche le ambizioni della nostra prima squadra, stabilmente in serie C1 (la massima categoria regionale).” “Ci sentiamo sentiti sempre dei pionieri – conclude il Presidente – e ad oggi ci sentiamo anche un po’ un’oasi nel deserto. L’obiettivo di formare veri giocatori di Futsal è il nostro motore e il nostro fine sarà ridare a Firenze una squadra che potrà ambire ad obiettivi importanti. Tutto questo dovrà però obbligatoriamente passare però per un percorso condiviso con le istituzioni che ci possano in primis assegnare una casa. Allora potremo dare ancor di più una mano al salvataggio del calcio a 5”.

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