Mercati, gli ambulanti allo stremo: "Non vendiamo più nulla, così non resistiamo"

Senza turisti la situazione è drammatica: chi non vende nulla, chi incassa 15 euro al giorno

Senza turismo, per gli ambulanti è crisi nera. Questa mattina Vittorio Pasqua, presidente regionale dell'Associazione nazionale ambulanti (Ana), ha fatto visita ai banchi di San Lorenzo, riscontrando una situazione al limite.

"Gli ambulanti sono in grandissima difficoltà. Tutte le istituzioni che possono intervenire facciano la loro parte. Al Comune chiediamo di azzerare le imposte locali, a partire dalla Cosap (la tassa sul suolo pubblico, ndr)", chiede Pasqua.

Palazzo Vecchio, alle prese con un pesantissimo deficit intorno ai 200 milioni di euro, sulla questione è intervenuto.

"Per quanto riguarda il Cosap tutte le occupazioni di suolo pubblico collegate ad attività commerciali che sono state chiuse per legge durante l'emergenza sanitaria non pagheranno il canone per il periodo di chiusura - ricorda una nota del Comune -. Il canone Cosap per le occupazioni a mezzo tavolini e dehors è azzerato fino al 31 ottobre incluso. È stato inoltre approvato il differimento del termine di pagamento dell’unica scadenza al 30 novembre 2020. Il canone per le occupazioni di suolo pubblico degli ambulanti con posteggio assegnato non dovrà essere versato per la prima rata. Restano le altre due scadenze rinviate al 30 settembre (prima rata o unica soluzione) e al 30 novembre 2020 (seconda rata). Le altre occupazioni di suolo pubblico permanenti (tra cui i passi carrai) confermano le tre scadenze ma differite al 31 luglio 2020 la prima rata (o unica soluzione), al 30 settembre e al 30 novembre le altre due".

Gli ambulanti chiedono però l'azzeramento totale, di fronte ad una crisi di vendite senza precedenti. Senza turisti, la maggior parte dei banchi vende pochissimo o nulla. Una sorte simile a molte altre attività del centro, nate e sviluppatesi grazie al turismo sempre più di massa (e a soffrire sono anche i banchi alimentari all'interno del mercato coperto, desolatamente semivuoto).

"Prima del coronavirus arrivavo a 600/700 euro al giorno. Ieri ho fatto 14 euro in tutto, alcuni giorni ho chiuso a zero", dice 'Ronaldo' (si chiama come il calciatore, sì), che vende magliette di squadre di calcio e cappellini e contava quasi esclusivamente sui turisti.

"Dai 500 euro giornalieri di media siamo passati ad incassare massimo 15 o 20 euro", dice un 'collega' accanto a lui, un ambulante originario del Bangladesh che ha il banco in affitto e vende prodotti in pelle, portafogli, cinture, borse.

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"Per noi oggi è il primo giorno, ancora non abbiamo venduto nulla. Se continua così stare aperti non ha più senso", dicono una coppia di coniugi che preferiscono non dire i nomi. Lui 74enne, lei poco meno, hanno un banco di sciarpe e scialli dal 1974. Il futuro non è roseo.

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