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Venerdì, 9 Dicembre 2022
Cronaca

Mense, la Regione a gamba tesa: "Piatti a chilometro zero"

"Usare prodotti toscani": approvata la legge. Sì anche al biologico e all'utilizzo di imballaggi riciclabili

Prodotti toscani, a chilometro zero e biologici. Il Consiglio regionale interviene nella gestione delle mense scolastiche in Toscana e lo fa chiedendo che ad essere utilizzati siano questo tipo di prodotti.

Ha per questo approvato all'unanimità una legge per i servizi riguardanti tutte le scuole, dai nidi alle secondarie di primo e secondo grado. E che autorizza una spesa di 500mila euro per ciascun anno nel 2020 e nel 2021.

“Abbiamo inteso affrontare il tema di un ulteriore stimolo rispetto alle buone pratiche dell’educazione alimentare e alla consapevolezza di cosa si consuma nelle scuole – ha detto il presidente della commissione sviluppo economico Gianni Anselmi (Pd) - con questa legge si favorisce e si incentiva il sostegno di progetti pilota proposti dai comuni e dalle aziende a partecipazione pubblica che gestiscono la refezione scolastica per conto dei comuni”. 

I "progetti pilota" prevedono l’utilizzo, nella preparazione dei pasti, di almeno il 50 per cento di prodotti a chilometro zero, certificati e non certificati, e almeno un’iniziativa di informazione e sensibilizzazione per chi fruisce della refezione scolastica. 

Un testo votato da tutte le forze politiche, fra cui "Sì Toscana a Sinistra" che ha presentato un ordine del giorno, votato all’unanimità dall’Aula, per impegnare la Giunta a “valorizzare prioritariamente nei criteri e nelle modalità di assegnazione dei contributi, i servizi di refezione collettiva scolastica che garantiscono un’alta percentuale di produzioni locali biologiche, l’utilizzo di mezzi di trasporto a basso impatto ambientale e l’impiego di imballaggi riciclabili”. 

“Votiamo a favore di questa norma – afferma Tommaso Fattori (Sì-Toscana a sinistra) – perché può aiutare a uscire dalla logica perversa del minor ribasso come criterio di scelta. E’ necessario porre attenzione alla qualità, favorire le filiere locali”.

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