Mense scolastiche, sindacati sul piede di guerra: stato di agitazione 

Proteste contro le aziende che si sono aggiudicate gli appalti. Le ditte smentiscono 

Mense scolastiche credits by Dire

Tornano ad agitarsi le acque intorno alle mense scolastiche del Comune di Firenze dopo che negli scorsi mesi sono finite al centro delle polemiche per le porzioni e il gradimento di quanto servito nei piatti. Una scia di polemiche che non si arresta nemmeno alle porte del nuovo bando che si aprirà nel 2020 e in cui Palazzo Vecchio ha chiesto alle ditte una maggiore attenzione alla qualità. Adesso la polemica verte sul lavoro intorno al servizio di refezione scolastica con Filcams Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs Uil che hanno già proclamato lo stato di agitazione chiedendo al Comune di "intervenire urgentemente". 

Dussmann e Vivenda, le due aziende vincitrici dell'ultimo bando, avanzano "posizioni che dal primo gennaio peggiorerebbero le già precarie condizioni economiche e normative di circa 200 lavoratori, raggiunte dopo molti anni di lavoro nell'appalto".  

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Secondo i sindacati, le società "intenderebbero togliere la copertura economica dei primi tre giorni di malattia" e "questo, in maniera retroattiva, anche per altri 100 lavoratori dipendenti di Dussmann di altri lotti". I sindacati, si spiega in una nota, "non intendono accettare tali peggioramenti che sarebbero peraltro perpetrati a danno di quello che è già un vero e proprio 'lavoro povero', costituito da stipendi miseri, bassi part time ciclici involontari, anche per sole 2 ore al giorno, mancanza di copertura salariale e contribuzione previdenziale durante la chiusura delle scuole".

In ragione di questo i confederali apriranno "un canale di comunicazione con i genitori dei bambini e dei ragazzi di tutte le scuole del Comune, per far meglio comprendere le condizioni di lavoro attuali e quelle che verrebbero a determinarsi dopo il passaggio di appalto, nella convinzione che la qualità del servizio passi necessariamente da quella del lavoro di chi quel servizio lo produce".

 Accuse rispedite al mittente dalla Vivenda Spa. "... è interesse della Vivenda Spa replicare a quelle affermazioni ritenute imprecise e non rispondenti al vero che minano l’impegno della stessa azienda nel garantire l’avvio puntuale del servizio in un clima di reciproco rispetto e collaborazione. Sempre nel pieno rispetto di tutti i lavoratori e del Contratto Collettivo Nazionale del Lavoro".

"L’amministrazione della Vivenda Spa si è dimostrata aperta al dialogo e alle richieste dei lavoratori impegnandosi a riconoscere le stesse condizioni lavorative precedenti, nel rispetto integrale e completo del CCNL. Sono stati garantiti gli stessi livelli occupazionali, le stesse mansioni e gli stessi orari del passato. Inoltre, come segno di maggiore sensibilità, è stato riconosciuto il trattamento integrativo retributivo percepito dagli interessati al cambio appalto, anche laddove superiore all’offerta di gara. Una scelta migliorativa delle condizioni dei lavoratori che la Vivenda Spa ha voluto assicurare per spirito di collaborazione e fiducia fra le parti".

"In merito al pagamento delle festività natalizie, la dirigenza della Vivenda Spa rimane sorpresa di quanto affermato nella nota, avendo recepito pienamente le istanze delle parti. Nonostante il servizio di refezione scolastica inizi il 7 gennaio e, quindi, sia consentito de facto all’azienda di non pagare tali straordinari, l’amministrazione garantisce il riconoscimento delle festività natalizie a tutti quanti". "Non è rispondente al vero anche il passaggio della nota sulla volontà della Vivenda Spa di ampliare i periodi di sospensione del rapporto di lavoro nell'anno".  "Per quanto riguarda il trattamento economico della malattia, l’azienda di ristorazione collettiva tiene a precisare come la sua posizione sia perfettamente in linea con quanto previsto dal CCNL così come per ogni altro istituto contrattuale".

"Anche la Dussmann - scrive la Repubblica - porta avanti la propria linea assicurando ai lavoratori che verranno assunti la piena applicazione del contratto".
 

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