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Lupi di Toscana: alla ex caserma un quartiere “post Covid” con 400 appartamenti, negozi, verde e orti urbani

Il sindaco Nardella presenta il masterplan: “Nel 2022 via ai primi lavori”

“Un nuovo quartiere 'post Covid' che potrà ospitare fino a 1.300 abitanti”. Così questa mattina il sindaco Dario Nardella e l'assessora all'urbanistica Cecilia Del Re hanno presentato il 'masterplan' per la riqualificazione dell'immensa area attualmente occupata dalla ex caserma Lupi di Toscana, nel quadrante sud ovest della città, tra viale Pietro Nenni e l'ospedale di Torregalli.

La ex caserma, in disuso da oltre dieci anni, è passata con concessione gratuita dal Demanio al Comune di Firenze a fine 2015, poi è iniziato il percorso per arrivare al piano di recupero. Le strutture dell'attuale caserma saranno in gran parte abbattute, eccetto alcune di interesse storico e vincolate.

“Sarà una trasformazione fondata sulla centralità dello spazio pubblico, nel segno del verde, della sostenibilità e della mobilità dolce. Un intervento che si estende su un’area complessiva di 20 ettari, di cui quasi 12 saranno destinati a verde urbano e agricolo, oltre quattro a piazze e aree pedonali. Le superfici edificate coperte occuperanno 22mila metri quadri su un totale di Sul (Superficie utile lorda, ndr) di 53mila, in gran parte destinate a social housing, con una rete stradale da 15mila metri quadri e 7mila metri di parcheggi per un totale di 870 posti auto, oltre ai parcheggi pertinenziali delle varie residenze”, si spiega da Palazzo Vecchio.

Quando alla destinazione d’uso prevista per i 53mila metri quadri di Sul, la maggioranza di essi, 36mila metri, sarà destinata al 'residenziale', cioè appartamenti: ne sorgeranno circa 400. “La nostra volontà è quella di far realizzare alloggi con metrature minime superiori ai 50 metri quadri”, spiega Nardella.

“Il 70% dei nuovi appartamenti - prosegue il sindaco -, saranno destinati all'housing social, attraverso case popolari o altre formule. Un modo per rispondere in maniera forte all'emergenza abitativa ed andare incontro, per esempio, a giovani coppie o anziani soli”.

Quanto al resto, sono previsti 4mila metri quadri di 'commerciale' (negozi di vicinato), 6mila metri di direzionale (uffici), 5mila di 'turistico-ricettivo' (ancora non si sa se albergo o in quali altre forme) e 2mila di 'industriale/artigianale'. Previsti, sul lato sud ovest, anche una serie di orti urbani, “perché proseguiamo nell'obiettivo di rendere disponibile un orto urbano per ogni cittadino".

I nuovi edifici saranno tutti tra i tre e i cinque piani, ad eccezione di tre per i quali l’altezza prevista è di otto piani. “Sarà uno spazio aperto, permeabile, con molto verde, spazi con funzioni di socialità ed economia urbana, per start-up e co-working”, dice Del Re.

Prevista poi la grande piazza Lupi di Toscana, su cui si affacceranno i tre edifici recuperati, l’ex Palazzina di Comando e i due edifici laterali, destinati alle principali attività culturali e sociali.

Ci sarà un “sistema capillare di parcheggi a raso, in corrispondenza degli edifici, oltre che parcheggi interrati”. Nella restante parte degli spazi ora occupati dall’ex caserma sarà realizzato, una volta demoliti gli edifici, un grande parco pubblico.

“E' prevista una deroga al principio dei volumi zero, passando dagli attuali 33mila metri quadri di Sul dell'ex caserma agli attuali 53mila. Ma sono metri quadri 'trasferiti' da volumi abbattuti in altre parti della città e non ricostruiti, in particolare all'ex Gover (zona Piagge, ndr), area dove sorgerà un nuovo parco urbano. Tale deroga riguarda esclusivamente la realizzazione di housing sociale”, spiega il sindaco.

“Dopo la Manifattura Tabacchi, il ‘buco Belfiore’, Santa Maria Novella e Sant’Orsola, è la volta della ex caserma Lupi di Toscana che va incontro a un intervento di recupero e riqualificazione per una rinascita profonda di un altro importante pezzo di città”, aggiunge il sindaco.

Gli interventi esposti sopra risultano dal piano adottato dalla giunta con variante al piano strutturale e al regolamento urbanistico. Il piano attuativo ha come riferimento il progetto vincitore del concorso internazionale di idee del 2018, elaborato dagli architetti Paolo Luigi Poloni, Federico Ghirardelli e Massimiliano Saracino. Il piano passerà ora all’esame del consiglio comunale per l’adozione. Quanto ai tempi, nel 2021 dovrebbero svilupparsi le varie fasi progettuali mentre, conclude il sindaco, “nel 2022 potremmo vedere i primi lavori”.

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