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Lunedì, 6 Dicembre 2021
Cronaca Centro Storico / Via Zara

Arrestato si impicca dentro la cella di sicurezza della Questura di Firenze

Si tratta di un 27enne finito in manette dopo esser stato ricoverato all'ospedale di Santa Maria Nuova dove aveva dato segni di escandescenza

Si è tolto la vita nella tarda serata di ieri, impiccandosi alla grata della porta blindata di una camera di sicurezza della Questura di Firenze. Si tratta di un 27enne, cittadino marocchino, arrestato poche ore prima nel pronto soccorso dell’ospedale di Santa Maria Nuova. Si trovava in cella per reati di resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. L’uomo infatti, con numerosi precedenti, era finito in manette in seguito ad una richiesta dei sanitari del nosocomio, dove, trasportato in stato di ubriachezza nel pomeriggio, aveva dato segni di escandescenza. Così l’intervento di una pattuglia della volante, l’arresto, e la corsa in Questura dove per lo straniero si sono aperte le porte della camera di sicurezza. Per poco, qualche ora, giusto il tempo di meditare la scelta definitiva. Ha strappato via una lunga striscia di tessuto della coperta in dotazione alla cella, l’ha legata alla grata della porta e si è lasciato scivolare sul pavimento, strangolandosi. Di lì a poco la morte. I primi soccorsi sono giunti dal personale di vigilanza, poi l’intervento del 118 ed il lungo tentativo di rianimazione, fino alla constatazione del decesso.


SIULP - “Oggi, purtroppo – afferma il Siulp fiorentino in una nota – con rammarico e sgomento per il gesto inconsulto di un cittadino di nazionalità marocchina che, ieri sera, si è suicidato all’interno di una camera di sicurezza della questura di Firenze, ci vediamo costretti, pur non volendo strumentalizzare l’episodio, a tornare sull’argomento. I cittadini tratti in arresto, infatti, vengono ‘trattenuti’ in camere di sicurezza allestite nel sotterraneo della questura e sorvegliate, solo all’esterno, tramite una telecamera, da personale che ha mille altre incombenze”. “Quanto accaduto ieri, se mai ve ne fosse stato bisogno, è la chiara riprova di quanto il decreto ‘svuota carceri’ sia assurdo ed inattuabile e di quanto, almeno la questura di Firenze, non sia in condizione di dare attuazione al provvedimento senza correre il rischio concreto che, episodi analoghi a quelli accaduti ieri sera, possano ripetersi”.

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