Maratona 2012: dalla Sinagoga alla Moschea, la corsa tra ebrei e arabi

Quattro arabi, quattro ebrei, tutti provenienti da Gerusalemme hanno coperto insieme correndo la distanza che intercorre tra i due luoghi di culto nel segno della fratellanza

Mentre la Striscia di Gaza va nuovamente a fuoco, tra bombe e fragili tregue, c’è chi ha deciso a migliaia di chilometri di distanza di correre insieme. Quattro arabi e quattro ebrei, tutti provenienti da Gerusalemme, hanno corso insieme dalla Sinagoga fino alla Moschea di Firenze. Un piccolo gesto dal forte carattere simbolico in occasione della 29/a Firenze Marathon che si disputerà domenica prossima nelle strade del capoluogo toscano. Anche questo gesto, sotto il segno della fratellanza tra i popoli, racconta un pezzo di quella storia, fatta di sangue e strette di mano.

Un’iniziativa battezzata come ‘La Corsa della Pace’, organizzata dall'associazione Onlus Enzo B. Pochi passi fianco a fianco con un occhio speciale rivolto verso quella che sta accadendo in Medio Oriente. Una corsa che farà da volano al gemellaggio futuro che sarà stretto tra la manifestazione podistica toscana e la Jerusalem Marathon che si terrà il primo marzo, cui una delegazione fiorentina sarà invitata a partecipare.

All'arrivo i maratoneti sono stati accolti da Izzedin Elzir, Imam di Firenze e da Joseph Levi, rabbino capo. Presenti anche Giancarlo Romiti, Presidente di Firenze Marathon; Cristina Giachi, Assessore alle Politiche Giovanili e Pari Opportunita' del Comune di Firenze; Guidobaldo Passigli, presidente della Comunita' ebraica fiorentina; Renzo Funaro, presidente del Tempio Ebraico e Vittorio Pavoncello, presidente del Maccabi Italia e membro del parlamento ebraico europeo.

“Avevamo temuto – ha raccontato Funaro – quando è scoppiata la guerra di dover sospendere la maratona per motivi di sicurezza ma ci siamo decisi comunque a farla e mercoledì sera siamo andati a cena tutti insieme in un ristorante qui a Firenze ed è arrivata la notizia della tregua e abbiamo festeggiato”.

“Credo – ha detto Elzir – che in Italia abbiamo una situazione abbastanza positiva e interessante per il dialogo interreligioso e interculturale a prescindere dei casi isolati di antisemitismo che leggo oggi sui media. Questa iniziativa della maratona è simbolica e concreta perch' è un messaggio forte al mondo dopo tutto quello che è successo”.

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“Questa iniziativa – ha detto Levi – mi fa pensare a Giorgio La Pira, che ho conosciuto a Gerusalemme. Le sue iniziative erano d'ispirazione interculturale con l'obiettivo unico della pace e del dialogo tra le religioni nel mondo”.
 

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