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In centinaia in piazza a sostegno della Palestina: “A scuola si parla troppo poco di quello che sta succedendo a Gaza” \ VIDEO

Tanti gli studenti, sia delle superiori che universitari: “Inaccettabile bollare ogni critica a Israele come antisemitismo”

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Centinaia i lavoratori e gli studenti di numerosi istituti fiorentini scesi in piazza per far sentire la loro voce in sostegno della Palestina in occasione dello sciopero generale indetto dai sindacati di base. Circa 500 ragazzi persone si sono radunate in piazza Santissima Annunziata: rappresentanti del sindacato Sì Cobas insieme a tanti lavoratori di Montblanc, Mondo Convenienza e altre ditte hanno accompagnato i ragazzi lungo il corteo che ha attraversato le strade del centro storico.

I manifestanti hanno raggiunto anche il consolato statunitense in lungarno Vespucci, con una deviazione non autorizzata del percorso: qua ci sono stati scontri con le forze di polizia, con alcune ragazze rimaste ferite. In particolare una, secondo quanto riferito dai Si Cobas, avrebbe riportato una frattura del naso e un taglio sotto l'occhio a causa di una manganellata, come da referto del pronto soccorso.

Slogan contro Israele e Stati Uniti sono stati ripetuti a oltranza, alternati dal grido “free Palestine”. Mikal, 17enne studente palestinese del Duca D’Aosta: “In classe se ne parla troppo poco di quanto sta accadendo a Gaza. Dovrebbero informarci di più, discuterne con noi. Per questo noi studenti abbiamo deciso di scendere tutti quanti in Santissima Annunziata e manifestare, far sentire alta la voce, per liberare la Palestina, in sostegno di tutti quei bambini che ogni giorno vengono ammazzati”.

Numerosissime le bandiere palestinesi e kefiah indossate dai ragazzi: “Per fortuna ci sono tanti giovani - dice Abed Daas della Comunità palestinese a Firenze - Le notizie che ci arrivano dalla Palestina hanno scosso molto l’opinione pubblica mondiale. Ormai siamo al quinto mese di guerra e ci sono più di 110 mila tra feriti e morti. Io sono orgoglioso di trovarmi oggi con questa fetta di popolazione, soprattutto giovanile. È bello che ci siano loro, ragazzi di scuola che prima non avevano notizie della Palestina. Oggi sono informati e siamo tutti qui a dire a voce alta ‘Fermiamo il genocidio in Palestina’, evviva la pace”.

“Ci era stato stato detto soltanto a voce che  il corteo doveva finire qua (in piazza Ognissanti) ma era importante dare un segnale forte, non ci stiamo più di fronte al silenzio delle istituzioni e del mondo della scuola”, spiega Caterina, studentessa minorenne, dopo le cariche al consolato. “Non ci doveva essere alcuna risposta da parte delle forze dell’ordine. Quello che ha fatto la polizia è solo rendere più visibile quanto il nostro Stato sia complice di questo genocidio”.

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