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Mercoledì, 22 Maggio 2024
La manifestazione / L'Arcovada / Via Giovan Filippo Mariti

Strage di via Mariti: “Basta morti sul lavoro e supermercati, vogliamo un parco” \ FOTO - VIDEO

In centinaia al corteo promosso dall’Assemblea 16 febbraio: “La speculazione si sta divorando la nostra città”. Davanti al cantiere la scritta con i nomi delle vittime

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Da via di Novoli a piazza Leopoldo, da un supermercato all’altro, una manifestazione per dire ‘basta morti sul lavoro’, ma anche ‘No Esselunga, sì Parco’ come le scritte che campeggiavano sui due striscioni che aprivano il corteo. Circa 500 i partecipanti all’iniziativa lanciata dall’Assemblea 16 febbraio per ricordare le cinque vittime del crollo di via Mariti, a poco più di un mese dalla strage. A sfilare insieme ai promotori e ai residenti anche i sindacati di base, una rappresentanza del Collettivo di fabbrica ex Gkn e, tra gli altri, i consiglieri comunali Dmitrij Palagi e Antonella Bundu. 

No al centro commerciale il quartiere vuole un parco”

“Vogliamo rilanciare la necessità di cambiare la vivibilità di questa città” le parole di Francesco dell’Assemblea 16 febbraio alla partenza della manifestazione. Cambiare la vivibilità che significa “impedire la costruzione del centro commerciale di via Mariti per avere un parco pubblico dedicato alle vittime della strage”. Ma non solo. “Ribadiamo la necessità di andare a lavorare senza rischiare la vita e di “indicare politicamente e nei fatti chi sono i responsabili di quei fatti", con riferimento al “decreto sui subappalti a cascata del governo Monti, all’orizzontalità fra centrodestra e centrosinistra e al sindacalismo confederale che quegli accordi li ha firmati”.

Un no al centro commerciale, ha sottolineato, che è una richiesta che parte da lontano, “da tutto il quartiere, dai tempi dell’ex panificio militare”. Quindi la raccolta firme, già partita online su change.org e che proseguirà adesso anche in presenza nel quartiere e non solo.  

“Luigi, Mohammed, Taoufik, Mohammed, Rahimi: non dimentichiamo”

Dagli organizzatori si sono alzate più volte critiche all’amministrazione comunale: “Non siamo in contatto con loro, nessuno ci ha mai cercato. Però ricordiamo i ringraziamenti di Nardella all'Esselunga, dopo la strage, per le opere compensative. Ringraziamenti del tutto fuori luogo”, ha aggiunto ancora Francesco. Critiche che sono state ripetute poco dopo quando il corteo ha stazionato in via Mariti: “Questo è uno spazio dei cittadini” e, ancora “non accettiamo la passerella di forze politiche che in quarant’anni hanno contribuito a deregolamentare la sicurezza sul lavoro”. Sulla recinzione del cantiere sono apparse anche due scritte, realizzate con lo spray: ’Luigi Coclite, Mohammed El Farhane, Taoufik Haidar, Mohammed Toukabri, Rahimi Bouzekri. Non dimentichiamo’ e ‘Vogliamo farci un parco’.

“La speculazione sta divorando la nostra città”

Dopo via Mariti il corteo ha proseguito per piazza Dalmazia, via Milanesi davanti al supermercato Esselunga per poi terminare in piazza Leopoldo al centro Coop dove è stato organizzato un aperitivo di raccolta fondi e lanciata la raccolta firme. Un percorso simbolico, da un supermercato all’altro: “Sono dimostrazione plastica della speculazione commerciale che sta invadendo la nostra città, che si affianca alla speculazione immobiliare che rende Firenze un grande mercato a cielo aperto dove i diritti del lavoro e il diritto all'abitare sono costantemente compressi a vantaggio dei grandi investitori”.

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