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Manifestazione per Idy Diene, sfilano in oltre 10mila: "Basta razzismo" / FOTO - VIDEO

Al corteo anche il sindaco Dario Nardella: "Sarà lutto cittadino"

Oltre 10mila persone hanno sfilato oggi in centro contro il razzismo e per ricordare Idy Diene, il 54enne senegalese ucciso lunedì scorso a colpi di pistola dal pensionato fiorentino Roberto Pirrone.

'Basta razzismo, basta razzismo, basta razzismo', gridano di continuo i manifestanti, tanti senegalesi ma anche fiorentini e toscani. Diversi pullman sono arrivati da fuori della Toscana: da Brescia, Verona, Torino, solo per citare alcune città. Anche da Macerata, dove poco più di un mese fa Luca Traini sparò contro 6 persone solo perché nere, per puro caso rimaste ferite e non uccise.

Il corteo parte da piazza Santa Maria Novella intorno alle 15. La comunità senegalese ha organizzato un buon servizio d'ordine, dopo le contestazioni a Nardella di martedì scorso, fomentate anche da italiani 'infiltrati', come hanno denunciato sia lo stesso sindaco che la comunità senegalese.

'Difendiamo la vita contro ogni razzismo', dice un grande striscione. Tanti altri sono per Idy, perché a lui che il corteo è dedicato. 'Idy Diene uomo di pace, la città ti abbraccia', recita uno. E un altro: 'Idy era un uomo di pace, non vogliamo fare casino'.

Il corteo sfila pacificamente, tutti i negozi sono rimasti aperti. Tanti i bambini in corteo, che percorre via dei Fossi, arriva sui lungarni. Poi sul ponte Vespucci, dove Idy è stato ucciso con tre colpi di pistola, l'ultimo in testa, quando era già a terra. In tanti si fermano a porre fiori e messaggi: 'Ciao uomo generoso, perdonaci', 'Non restiamo in silenzio di fronte all'odio razziale', 'Scusa per questa fine orrenda, piango per te', si legge su alcuni cartelli.

VIDEO - Migliaia di persone sfilano sui lungarni

Sul lungarno Soderini arriva anche il sindaco Nardella, che poi sfila per tutto il corteo fino al rientro in piazza Santa Maria Novella. "Nei giorni dei funerali in Senegal anche a Firenze ci sarà una cerimonia funebre. Sarà lutto cittadino, come ulteriore segno di vicinanza della città alla comunitù senegalese", dice il sindaco, che aggiunge: "Grazie per aver dimostrato di essere quello che siete, una comunità pacifica. Oggi i pensieri sono solo di dolore per Idy".

In corteo ci sono tanti assessori comunali: Sara Funaro, Federico Gianassi, Giovanni Bettarini, Alessia Bettini, oltre alla vicesindaca Cristina Giachi. C'è anche il presidente della Regione Enrico Rossi, assieme al suo assessore al sociale Vittorio Bugli. "Una grande manifestazione, serena e pacifica, che ripara una frattura con una comunità ferita a morte per ben due volte in pochi anni", commenta Rossi, ricordando la strage di piazza Dalmazia del 2011, quando ad essere uccisi a colpi di pistola dall'estremista di destra e simpatizzante di CasaPound Gianluca Casseri furono Diop Mor e Samb Modou, quest'ultimo per una triste coincidenza cugino di Idy.

'Siamo tutti Idy, siamo tutti migranti, Idy siamo noi', ripetono tanti cori dal corteo. Moltissimi hanno appeso sulla giacca un post-it che dice: "Blood has just one colour" ('Il sangue ha un solo colore'). La comunità senegalese chiede pace, ma ha anche paura.

"Son qui dal '99, purtroppo negli ultimi anni il razzismo l'ho visto aumentare", dice Mamadou, in corteo con il figliolettto di 9 anni. Nogaye e Coura, due ventenni, raccontano invece dei pregiudizi che affrontano ogni giorno: "A volte entriamo nei negozi e sentiamo dire 'attenti che rubano'. E' bruttissimo, non potete immaginare". Una ragazza arrivata da Macerata ammette: "Dopo gli spari di Traini non è come prima, sì, ho più paura".

"Certamente con l'uccisione di Idy c'entra il razzismo", dice senza giri di parole l'imam di Firenze Izzedin Elzir, "con il corteo di oggi vogliamo dire che siamo tutti uguali, tutti esseri umani, a prescindere dal colore della pelle".

Naturalmente c'è anche la presidente della comunità senegalese Diye Ndiaye. Annunciando il corteo aveva scritto su Facebook: "L'occasione vuole essere un ricordo doloroso di una persona cara ma anche rifiuto dell’incitamento all’odio nei confronti di migranti e rifugiati, che ha caratterizzato il dibattito pubblico nell’ultimo anno. È indubbio che questo delitto è avvenuto in un clima carico di odio e tensione da mesi durante i quali le persone immigrate e rifugiate sono state additate di ogni male".

Le ultime parole di Ndiaye, alla conclusione della giornata, sono solo per Idy: "Oggi siamo qui per Idy Diene, per onorare il suo ricordo, l'uomo che era. Abbiamo fatto capire che ci sono tanti Idy, tutti qui in piazza a dire basta alla violenza omicida e alla paura". Idy sarà sepolto in Senegal, forse proprio accanto a Samb, anche lui ammazzato a Firenze.

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