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Il capitano Disibio e i suoi uomini

Il capitano Disibio e i suoi uomini

Borgo San Lorenzo, spaccio con figli al seguito: cinque arresti

Cinque le persone finite in manette, tre donne e due uomini, che sin dal 2008 avevano avviato una proficua attività di spaccio di hashish e di cocaina nei comuni di Borgo San Lorenzo, Scarperia e San Piero, Vicchio e Barberino

Nel Mugello lo spaccio si tinge di rosa. Sono tre donne, infatti, le principali protagoniste di un’indagine condotta dai Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della locale Compagnia Carabinieri che all’alba di questa mattina (verso le 5:30, in un’operazione che ha visto impiegati una trentina di militari) hanno tratto in arresto cinque persone tra cui, appunto, tre rappresentanti del “gentil sesso” e di due dei loro compagni.

Le indagini condotte dai militari dell’Arma sono state dirette dal Sostituto Procuratore della Repubblica di Firenze, Ettore Squillace, che, a seguito delle attività dei Carabinieri, ha richiesto ed ottenuto dal GIP del Tribunale di Firenze, Angelo Antonio Pezzuti, l’emissione delle misure cautelari: due sottoposte agli arresti domiciliari e una in carcere. Anche i due uomini, due cittadini marocchini di 27 e 31 anni, sono finiti a Sollicciano.

Le tre donne, di origine partenopea, e i due conviventi, avevano avviato sin dal 2008, una proficua attività di spaccio di hashish e di cocaina  nei comuni di Borgo San Lorenzo, Scarperia e San Piero, Vicchio e Barberino di Mugello, con un bacino di utenza di circa un centinaio di clienti che acquistavano lo stupefacente prevalentemente presso le abitazioni dei loro pusher. Questi ultimi  talvolta non mancavano di recapitare a domicilio le sostanze richieste offrendole anche in “assaggio” per incentivare i consumi ed attivandosi come veri e propri “informatori scientifici“, pubblicizzando i loro prodotti e rendendo noto, di volta in volta,  ai clienti le loro disponibilità di stupefacente che veniva venduto da uno a due dosi alla volta  con importi variabili da 20 ad 80 euro.

In più circostanze, le donne indagate, avrebbero effettuato delle consegne in compagnia del proprio figli minorenni dopo averli prelevati da scuola. In alcune occasioni, le stesse, dopo aver fatto la spesa al supermercato o dal fornaio avrebbero venduto lo stupefacente ai commercianti recapitandogli le sostanze in negozio. Contemperando in tal modo le esigenze di spaccio con quelle della quotidiana vita domestica.  Alcune cessioni sarebbero avvenute anche davanti alla chiesa di Borgo San Lorenzo e presso i giardini pubblici.

Tra i clienti, vi erano anche i compagni di scuola di uno dei figli di una delle indagate, i quali per comunicare i quantitativi di cui avevano bisogno e concordare gli orari degli appuntamenti, facevano riferimento ai numeri di alcune pagine dei libri  di matematica, di scienze in uso nella classe.  Sicuramente studiato il metodo per parlare e incontrarsi con i clienti. Infatti, sentendosi braccati dai carabinieri, aveva pensato di adottare un codice. Ad ogni materia corrispondeva un luogo in cui scambiarsi la droga con i propri acquirenti. Per capirsi, "pagina 25 del libro di scienze" si traduceva con "vediamoci al giardino e porta 25 grammi di 'roba'". E così via. 

OSPEDALE - Neppure gli imprevisti ed i problemi di salute sarebbero stati in grado di fermare l’attività di spaccio degli indagati. Quando uno di loro è stato ricoverato in ospedale al CTO di Firenze Careggi per un incidente stradale, nonostante una gamba ingessata, avrebbe ricevuto alcuni “clienti in visita di cortesia” ai quali all’interno della camera avrebbe, in concorso con la donna, ceduto anche la droga. Quando impossibilitato per visite concomitanti ad altri pazienti, avrebbe raggiunto gli acquirenti all’esterno dell’ospedale sulla sedia a rotelle. Due delle arrestate godevano di case affittate dal Comune di Borgo San Lorenzo.

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