Cronaca

Caso Malika: la famiglia le toglie la residenza. Raccolta fondi oltre i 100mila euro

Il fratello la attacca: "Ha ottenuto ciò che voleva, un bel po' i soldi". Solidarietà alla ragazza dal mondo del calcio

"Che si faccia la sua vita lontano da noi. Per me e per i miei genitori lei non esiste più". Sono parole del fratello maggiore di Malika, Samir, tornato a Castelfiorentino da Alessandria dove vive e lavora - scrive l'odierna edizione empolese de La Nazione - per "stare vicino a babbo e mamma, due persone distrutte da tutto quello che Malika sta facendo". Ovvero le due denunce per violenza privata e minacce presentate dalla sorella, cacciata di casa a 22 anni perché lesbica, ai carabinieri e "a tutto il putiferio mediatico che si è alzato su questa storia" aggiunge Samir.

Revoca della residenza

La famiglia di Malika ha già chiesto le venga revocata la residenza: "I miei genitori hanno fatto richiesta di revoca nel momento in cui Malika se n'è andata di casa - ha spiegato Samir a La Nazione Empoli - Non volevano che su di loro ricadesse più alcuna responsabilità. Mia sorella ha fatto la sua scelta, che non ci cerchi più. Ha ottenuto ciò che voleva: ha raccolto un bel po' di soldi".

Raccolta fondi

Ieri - tra il servizio de Le Iene e l'intervista al Maurizio Costanzo Show - le donazioni per Malika raccolte su GoFundMe hanno sfondato quota 100mila euro, a testimonianza del grande sostegno che Malika ha ricevuto da parte della società. Ieri Fanpage.it - che ha lanciato il caso alcuni giorni fa -  scriveva che quei soldi verranno utilizzati per le spese legali e per l'aiuto psicologico alla ragazza. Poi, in un'intervista a La Repubblica Firenze, ha precisato: "Con questi soldi aiuterò anche altre persone".

La solidarietà

Intanto in consiglio regionale, unanime consenso di tutti i capogruppo sulla mozione presentata da Italia Viva che impegna la giunta regionale "a promuovere iniziative di sostegno e di aiuto" nei confronti della ragazza, "e di tutte le vittime di discriminazioni fondate sull'orientamento sessuale". Proseguono anche gli attestati di solidarietà alla giovane vittima di discriminazione, tra cui quelli del mondo del calcio, col presidente Figc Gravina che ha invitato Malika al centro tecnico di Coverciano.

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