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Malika, il fratello: "I miei le hanno tolto la residenza, è senza fissa dimora"

Le dichiarazioni del giovane a 'Le Iene', i genitori invece non rispondono. La raccolta fondi per la giovane intanto supera i 78mila euro

"I miei genitori le hanno tolto la residenza tre giorni fa, in Comune. E hanno fatto domanda per disconescerla". Così ieri sera, alla trasmissione tv 'Le Iene', il fratello di Malika Chalhy, la ragazza di 22 anni di Castelfiorentino cacciata di casa perché lesbica.

Una storia che in pochi giorni ha fatto il giro del web e che ha suscitato la reazione indignata di moltissimi, con prese di posizioni a favore della ragazza anche da parte di personaggi come Fedez, Elodie, Mahmood e tanti altri.

Ieri anche Le Iene hanno ripercorso la storia di Malika, resa pubblica inizialmente da Fanpage.it. Sono stati fatti riascoltare i terribili messaggi audio mandati per telefono dalla madre alla figlia, con insulti e minacce. Ma non solo.

L'inviata de Le Iene ha provato ad intercettare in strada i genitori della ragazza. "Non la conosco, ho solo un figlio maschio", la risposta della madre, mentre il padre, incrociato in un secondo momento, se ne è andato senza rispondere. "Dentro mi sento demolita, a pezzi", ripete Malika tra le lacrime.

Le Iene riescono invece a parlare al telefono con il fratello della ragazza, che ora vive e lavora fuori dalla Toscana.

"Io non prendo le parti di una persona che fa schifo. Dammi una coltellata, rubami la roba in casa, io un domani ti riparlerò. Ma non mandarmi i carabinieri a casa", dice il ragazzo, Samir, al quale il fatto che la sorella abbia una fidanzata "non va bene".

"Ci doveva riflettere molto bene. Questa reazione da parte dei miei, lei lo sapeva nei minimi dettagli. E' una cosa che andrà avanti per anni. Ci vorranno anni prima di mettersi tutti e quattro a tavola e mangiare un boccone insieme. La prima cosa che mia mamma mi ha detto è stata 'per la droga c'è la cura, per questo no', loro la reputano proprio una malattia. Le hanno tolto la residenza e quindi lei è senza fissa dimora e in più è disconosciuta, come se la mia mamma non l'avesse mai partorita. La residenza gliel'hanno tolta tre giorni fa in Comune e per il disconoscimento hanno fatto la richiesta. Sicuramente non la cancellerò (dalla mia vita, ndr), i miei non lo so", le parole del fratello.

"Non tornerei da loro, però li perdonerei", dice in conclusione dell'intervista la ragazza. Nel frattempo prosegue l'ondata di solidarietà: la raccolta fondi su GoFundMe in favore di Malika ha superato i 78mila euro.

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