Maggio, Bianchi non arretra: "La liquidazione coatta è l'unica soluzione"

Il commissario: "Se non ho i soldi per pagare la luce, del piano industriale non me ne faccio di nulla". I sindacati, rivolti a Renzi: "Basta con le accuse di stipendificio; con la Colombo il debito è aumentato di 15 milioni di euro"

Il Maggio

Nelle ultime settimane, a Firenze, il grosso del dibattito passa per tre asset: lo scandalo delle escort, il futuro politico di Matteo Renzi e la delicatissima situazione del Maggio fiorentino. E in mattinata la discussione sull’ente lirico si è arricchita di un nuovo capitolo. Lo scenario, il Consiglio provinciale di Firenze, il tema sempre lo stesso: si o no alla liquidazione coatta del Maggio. Per il commissario straordinario Francesco Bianchi non ci sono dubbi: “Il piano industriale del Maggio musicale fiorentino ci sarà nella misura in cui il primo di agosto il Maggio sarà ancora vivo: se il primo di agosto non ho nemmeno i soldi per pagare la luce, del piano industriale non me ne faccio di nulla”. E ancora, tanto per non dar adito a dubbi in merito: “L’unica soluzione resta la liquidazione coatta amministrativa”.

BIANCHI – “All’incontro che abbiamo avuto a Roma - ha proseguito il commissario - il ministro Bray mi ha chiesto quali siano i margini per poter avere i conti in ordine nel 2014; e il piano industriale si fa per un periodo di tempo medio, allo stato non sappiamo se si chiude il 2013. Se la soluzione per il Maggio la trova il governo nell’ambito del provvedimento sulle fondazioni liriche, bene; se le cose restano così come sono oggi, mi dispiace tanto ma l’unica soluzione resta la liquidazione coatta amministrativa. Se non ho i soldi per pagare, se i creditori mi fanno le ingiunzioni, la liquidazione è inevitabile; il commissario non la persegue, la subisce. Il ministro nel piano per il 2014 ha chiesto una riduzione strutturale dei costi di gestione. E bisogna passare dal costo del lavoro, perché è l’unico modo per raggiungere l’obiettivo indicato dal ministro. E bisognerà imparare – ha concluso Bianchi – a sfruttare il teatro per il maggior tempo possibile, mattina, giorno e sera”.

SINADACATI – E le parti sociali? Le posizioni non sono mutate. Sì ad un nuovo piano industriali, no alla liquidazione coatta. “Basta alle accuse al Maggio come stipendificio; con la Soprintendente Francesca Colombo – ha affermato il segretario della Camera del lavoro di Firenze, Mauro Fuso – il debito è aumentato di 15 milioni di euro. Possiamo e dobbiamo fare un ragionamento di sistema, sostenuto dal ministero ai Beni culturale e dagli enti locali. Si possono individuare le strade per chiudere positivamente questa vicenda”.

Alla seduta sono intervenuti anche esponenti di tutte le organizzazioni dei lavoratori coinvolte nella ‘vertenza’, Cisl, Uil e la sigla degli orchestrali Fials. ''Il punto prioritario – ha sottolineato Roberto Pistonina, segretario interprovinciale Cisl di Firenze e Prato – è salvaguardare i livelli occupazionali e la produzione”. Da Vito Marchiani (Uil) è stato rimarcato come “la cattiva gestione del passato non possa ricadere sui lavoratori; e la classe politica ad essere più prudente nelle dichiarazioni relative al rapporto tra liquidazione coatta e istituti di credito”, ha aggiunto. Fabio Bertella (Fials) ha auspicato che il teatro “sia produttivo”, ricordando che al botteghino il Maggio vale “biglietti per 3 milioni di euro”.

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