Mafia, a 25 anni dalle stragi arrivano i Ponti Falcone e Borsellino / FOTO

Nel '92 le stragi di Capaci e via D'Amelio, Nardella: "La mafia è diffusa in tutto il Paese, non abbassiamo la guardia"

A 25 anni dalle stragi di Capaci e via D'Amelio Firenze ricorda e commemora Giovanni Falcone e Paolo Borsellino, con l'intitolazione di due ponti, le diramazioni del ponte di Varlungo che arrivano in via Generale Dalla Chiesa e via Enrico De Nicola, ai due giudici uccisi dalla mafia assieme agli uomini delle loro scorte.

Sono passati 25 anni esatti dal quel terribile 23 maggio 1992, quando la mafia (sui 'mandanti occulti' non si sa ancora niente) fece saltare in aria un lungo pezzo di autostrada a Capaci, presso Palermo, mentre transitavano le auto di Falcone e della scorta. Borsellino sarebbe stato ammazzato due mesi dopo, il 19 luglio, in via D'Amelio a Palermo. Commemorazioni dei due giudici si sono svolte oggi in tutta Italia.

“E' nostro dovere ricordare due eroi, Falcone e Borsellino, due grandi uomini che hanno lottato contro le mafie e pagato con la vita il loro impegno per la legalità e la giustizia. Dedichiamo per sempre a loro un pezzo di Firenze”, ha detto il sindaco Dario Nardella, leggendo anche i nomi degli agenti di scorta morti assieme ai due giudici (Rocco Di Cillo, Vito Schifani, Antonio Montinaro e il giudice Francesca Morvillo, moglie di Falcone, furono uccisi il 23 maggio assieme a Falcone; Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina il 19 luglio assieme a Borsellino).

“Da oggi chi entrerà o uscirà dalla città attraverserà i ponti Falcone e Borsellino, un modo per ricordare e costruire una cultura dell'antimafia”, ha aggiunto l'assessore alla toponomastica Andrea Vannucci. Presente anche il questore Alberto Intini: “La memoria - ha detto -, non sia solo celebrazione, ma motivo di esempio per i giovani”.

“Firenze stessa ha pagato un alto prezzo alla mafia, che oggi è diffusa in tutto il Paese, da nord a sud, in ogni settore della vita economica e sociale. Non abbassiamo la guardia e continuiamo a lottare”, ha concluso Nardella, ricordando la strage di via dei Georgofili del 27 maggio 1993, dove persero la vita cinque persone e della quale tra pochi giorni ricorre il 24esimo anniversario. Il sindaco ha voluto sottolineare l'impegno contro la mafia anche dei giudici Antonino Caponnetto (che, morto a Firenze nel 2002, guidò il pool antimafia di Falcone e Borsellino) e Gabriele Chelazzi, giudice fiorentino impegnato nel maxi processo del '93 e scomparso nel 2003.

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