Mafia in Toscana: "Aiutarono il boss mafioso latitante", arrestati due fratelli nel Pistoiese

Operazione della squadra mobile di Firenze coordinata dalla Dda. In manette due catanesi ritenuti contigui al capobastone dei "Carateddi" Concetto Bonaccorsi

L'arresto nel Pistoiese del boss mafioso latitante Concetto Bonaccorsi

La sezione criminalità organizzata della squadra mobile di Firenze, in collaborazione con i colleghi pistoiesi, ha eseguito stamani un'ordinanza di custodia cautelare in carcere disposta nei confronti di Concetto e Giuseppe Arcidiacono, due fratelli di 57 e 62 anni, originari di Catania.

Entrambi residenti a Montecatini Terme, i fratelli sono gravemente indiziati di concorso in procurata inosservanza di pena, aggravata dalla finalità di favorire una associazione di stampo mafioso.

Arrestati in esecuzione di un provvedimento emesso dal gip su richiesta della Dda di Firenze, sono infatti ritenuti responsabili di aver aiutato a sottrarsi al carcere l'ex latitante catanese Concetto Bonaccorsi.

Quest'ultimo è un boss mafioso condannato all'ergastolo per omicidio aggravato in concorso, associazione per delinquere di stampo mafioso e associazione per delinquere finalizzata al traffico di stupefacenti.

Appartenente al clan dei Cappello, uno dei più importanti di Catania, è ritenuto legato all'organizzazione della Stidda e collegato ai Cursoti e alla camorra.

Detto 'U Carateddu', Bonaccorsi (evaso durante un permesso premio) era stato arrestato dalla squadra mobile di Catania nella primavera del 2017 a Massa e Cozzile, in una villetta di via Deledda. A 'tradirlo', un barbecue che stava preparando con la moglie in giardino.

Alcuni atti del procedimento, con elementi di possibile responsabilità a carico dei fratelli Arcidiacono, emersi già nel corso dell'indagine catanese, erano quindi stati trasmessi dalla Dda di Catania a quella del capoluogo toscano.

Così l'indagine, coordinata dal sostituto procuratore Leopoldo De Gregorio, era stata delegata alla squadra mobile di Firenze diretta da Antonino De Santis.

Supportata da mirate attività tecniche di intercettazioni telefoniche e di conversazioni tra presenti, ha permesso di acquisire significativi elementi a supporto e a riscontro del quadro probatorio a carico dei due fratelli e di altri complici, anch’essi indagati.

Inoltre, ha consentito di ricostruire la rete di personaggi che hanno consentito all’ex latitante di trasferirsi, al tempo, in Toscana, fornendogli supporto sia logistico che di natura economica.

Il provvedimento è stato eseguito solo a carico di uno dei destinatari (Concetto Arcidiacono), già noto per reati contro il patrimonio e nell'ambito degli stupefacenti, poiché l'altro è attualmente sottoposto a un provvedimento restrittivo in Argentina, con l'accusa di traffico di esseri umani (giovani prostitute).

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Contestualmente alla misura cautelare, sono state eseguite una serie di perquisizioni personali e locali, anche con la collaborazione della squadra mobile di Catania, nei confronti di altri indagati residenti nelle province di Pistoia e Catania.

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