Cronaca

La luce che distrugge il Covid pronta per entrare negli edifici pubblici

Da un'azienda fiorentina la tecnologia rivoluzionaria brevettata: "Distrugge oltre il 99% dei virus". Presto in scuole e strutture sanitarie

Una lampada antibatterica in grado di neutralizzare anche il coronavirus. Si chiama "Impera" ed è rivoluzionaria: a inventarla la "Ugolini Electronic Engineering", azienda di Tavarnelle Val di Pesa (Firenze), leader nel settore Hi-Tech e specializzata in sviluppo e produzione di sistemi di illuminazione con tecnologia Led.

La nuova tecnologia di messa a punto, nata con l'esplosione dell'emergenza pandemica, è denominata "nearUVA". Un luce visibile blu prossima all’ultravioletto la cui capacità di ridurre la carica microbica di oltre il 99% e di inattivare il virus Sars-CoV-2 del 99,9%. Un sistema già attestato dall’Università di Siena con studi, prove di laboratorio e sul campo attraverso una sperimentazione avvenuta in un asilo. 

La luce illuminante brevettata è capace di inattivare anche virus e batteri presenti nell’aria oltre che sulle superfici ed sono dunque adatte a locali con difficoltà di areazione, rendendo ogni ambiente disinfettato.

“E' un'idea nata dalle paure provocate dalla pandemia e stiamo già riscontrando risultati eccellenti anche sul campo; - spiega Biancamaria Ugolini, amministratrice di Ugolini Electronic Engineering - l’installazione del sistema Impera in un complesso didattico dell’infanzia ha evidenziato infatti che l’uso notturno riduce drasticamente la carica microbica ambientale, dimostrando che l’utilizzo regolare e continuato di tale strumento disinfetta le superfici e rende più salubre l’aria”.

"La lampada è stata inizialmente pensata per le scuola - sottolinea - ma stiamo avendo molte richieste anche da strutture sanitarie, aziende private, comuni, residenze sanitarie. Credo proprio che molto presto la vedremo installata in molti edifici della Toscana".

Una tecnologia che contrasta la vita microbica e virale (come il SARS-CoV-2) attraverso la luce, alterandone la membrana e instaurando processi ossidativi che inattivano progressivamente i microorganismi e ne rallentano la proliferazione.

L'emissione luminosa, precisano dall'azienda, non produce componenti ossidative secondarie come per esempio l’ozono. Le prove di laboratorio hanno verificato la capacità delle lampade Impera, che agisce fin oltre 2,5 metri dalla sorgente, con una esposizione delle superfici maggiore di 8 ore.

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