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Martedì, 7 Febbraio 2023
Cronaca Centro Storico / Piazza del Grano

Loggia Isozaki, riparte la novella dello stento: Nardella la vuole, il Ministero no, Schmidt 'attende'

Nel 1998 il concorso internazionale, nel 2001 la firma della convenzione. Nel 2022, ancora, il nulla

"La mia posizione è nota da sempre, i concorsi internazionali anche se sono molto risalenti nel tempo devono essere rispettati. Siamo per realizzare le opere. Il ministro mi ha fatto presente la propria contrarietà e su questo non voglio sollevare polemica, mi auguro che si possa trovare comunque una soluzione perché l'uscita degli Uffizi, il cantiere non possono rimanere fermi in quelle condizioni". È quanto dichiarato dal sindaco di Firenze, Dario Nardella, intervenendo alla rassegna stampa di Toscana Tv, in merito al destino della loggia Isozaki e alla posizione del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano. Nei giorni scorsi, infatti, il sindaco e il ministro si sono visti a Roma in un incontro nel corso del quale hanno affrontato anche il nodo della potenziale nuova uscita degli Uffizi progettata a seguito di un concorso internazionale bandito nel 1998. Il ministro, così come il sottosegretario Vittorio Sgarbi, ha espresso netta contarietà alla realizzazione dell'opera, attesa (ma non troppo) dai fiorentini ormai da venticinque anni. 

"È meglio un'opinione ferma che un'indecisione. Il rischio è proprio l'indecisione" ha chiosato dal canto suo il direttore degli Uffizi, Eike Schmidt, rispondendo ai giornalisti che gli chiedevano se temesse una ulteriore, lunga fase di stasi a seguito della contrarietà confermata da Sangiuliano a Nardella circa la realizzazione della loggia. "Il fatto che qualcuno pronunci un'opinione ferma significa che non ci sono tutti questi lassi di tempo" ha aggiunto Schimdt.

Uffizi, l'annuncio di Nardella: "La loggia Isozaki si farà"

Quanto alla formulazione di un 'piano B', il direttore non teme la ricerca di un'alternativa: "La gente da centinaia di anni entra ed esce dagli Uffizi, nessuno ci è mai rimasto chiuso dentro" ha ironizzato Schimdt, finito di recente 'nel mirino' del ministero perchè per il ponte di Ognissanti le Gallerie erano chiuse e centinaia di turisti ne sono rimasti chiusi fuori.

"E' chiaro che bisognerebbe da un punto di vista architettonico e urbanistico pensare a una soluzione tutta nuova - ha poi aggiunto Schmidt - . Naturalmente non può averla nessuno al momento, sarebbe anche dal punto di vista procedurale molto strano avere già un'idea precisa. Quindi nel momento in cui verrà deciso di non realizzare questa uscita, va pensato subito a un'alternativa naturalmente da mettere a bando". Di sicuro, sostiene ancora, "non mi metto io a disegnare qualcosa, né penso che i vari politici coinvolti si metteranno lì a farlo. È chiaro che ci vorrà un altro bando, ma posso anche dire che potremmo anche realizzare questi lavori all'interno del progetto dei Nuovi Uffizi, ma è presto per dirlo. Prima ci vuole una decisione in questo senso, finché non ci sarà una revisione di quella presa alcuni anni fa" dall'allora governo Conte II "dobbiamo per noma proseguire con l'attuale strada". In questo momento, avverte, "non stiamo realizzando un bel niente che riguarda la loggia". Semmai c'è una certa premura per la decisione, conclude, "ma quella ce l'aspettiamo presto".

Loggia Isozaki: la novella dello stento

E' un progetto dalla storia molto travagliata, quello della Loggia Isozaki, più volte recuperato e poi abbandonato. L'ultima presunta 'svolta' per la nuova uscita degli Uffizi progettata da Arata Isozaki e Andrea Maffei (vincitrice del concorso di progettazione bandito nel lontano 1998 e al quale parteciparono grandi nomi dell'architettura quali Gae Aulenti, Mario Botta, Norman Foster, Vittorio Gregotti e Hans Hollein) risale a due anni fa, con il piano strategico "Grandi Progetti Beni Culturali" varato dall'allora ministro per i Beni e le attività culturali, Dario Franceschini, il quale stanziò 12 milioni di euro per la realizzazione dell'opera, in piazza del Grano.

Uno stanziamento arrivato ben 21 anni dopo la doppia firma dell'architetto giapponese Isozaki sulla convenzione con il ministero per i Beni culturali per realizzare il progetto esecutivo e con il Comune di Firenze per la progettazione preliminare di piazza Castellani. Era il febbraio 2001: dopo quella firma, si scatenarono gli oppositori del progetto e, nello stesso anno, l'iter venne bloccato. Nel frattempo, cominciò una campagna di scavi in piazza Castellani che portò alla luce reperti archeologici, identificati come un probabile pezzo della prima cerchia delle mura. Questo ritardò anche i lavori per la ristrutturazione della piazza.

Nel frattempo anche il progetto esecutivo dei "Nuovi Uffizi" (per la riorganizzazione e l'ampliamento del museo), subì una fase di stallo finché, nel febbraio 2003, il sindaco Leonardo Domenici e il ministro per i Beni Culturali Giuliano Urbani sottoscrissero un accordo per sbloccare la situazione, sia per la loggia di Isozaki sia per il progetto esecutivo degli Uffizi. L'accordo prevedeva che una quota parte di risorse stanziate dal Comune per realizzare il progetto di Isozaki, venisse utilizzata dal ministero per redigere il progetto esecutivo dei Nuovi Uffizi. In cambio il ministero si impegnava a garantire le ulteriori risorse per realizzazione dell'intero complesso delle opere, compresa la nuova uscita progettata da Isozaki.

Nel 2004 fu presentato il progetto esecutivo dei Nuovi Uffizi e realizzata la sistemazione di piazza del Grano (già piazza Castellani) così come pensata da Isozaki. Per quanto riguarda la loggia, sempre nel 2004 terminò la campagna di scavi nella piazza dal cui esito, come precisato dal ministro Urbani, dipendeva il futuro del progetto. Su espressa richiesta del sindaco Domenici che a tal proposito aveva inviato al ministro una lettera, Urbani nell'ottobre 2004 annunciò che il progetto doveva essere rivisto sulla base dei reperti rinvenuti nel corso degli scavi archeologici. Nell'aprile 2005 un importante passo avanti per la risoluzione della vicenda: Isozaki, il ministero e il Comune siglarono un accordo per una nuova ipotesi progettuale dell'uscita dei Nuovi Uffizi, la quale avrebbe dovuto valorizzare il tessuto archeologico venuto alla luce in seguito agli scavi.

A giugno 2006 arrivò il via libera alla progettazione esecutiva dell'uscita e ai successi lavori di realizzazione. Nel 2007 la battaglia contro l'opera continuò da parte di consiglieri comunali dell'opposizione e arrivò anche una interrogazione all'indirizzo dell'allora ministro dei Beni culturali, Rutelli. Seguirono altri anni di polemiche infuocate, fino a quello che venne appunto annunciato come 'punto di svolta': il finanziamento della Loggia con i 12 milioni del piano strategico del Mibact. Una "storica decisione", la definì il sindaco Dario Nardella, ringraziando il ministro Franceschini.

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