Lite fra genitori: rigiocata la partita sospesa, psicologa in tribuna

Riunione dei parenti dopo il primo tempo, all'Affrico anche i responsabili della Figc

Un litigio, gazzarra, una rissa come definita da alcuni quotidiani. Ciascuno può dargli il nome che vuole, fatto sta che dopo l'episodio accaduto il 18 marzo scorso, la gara di Esordienti fra Affrico e Cattolica si è rigiocata ieri al Campo di Marte. 

In tribuna tanti parenti dei bambini fra genitori, zii e nonni. Insieme a loro la psicologa dello sport Sara Binazzi. Alla fine del primo tempo il confronto fra lei e i familiari dei baby calciatori, alla presenza del coordinatore regionale del settore giovanile e scolastico della Federcalcio, Enrico Gabbrielli, e del delegato provinciale Roberto Bellocci.

Tutti d'accordo a ritenere che l'episodio sia stato "ingigantito". Perché, secondo i genitori, non ci sarebbe stata "nessuna rissa", ma solo "una discussione accesa". E le lacrime sui volti dei bambini, raccontati dalle cronache, sarebbero scese non per i toni della tribuna, bensì per lo stop della partita. Che, ricordiamo, era stato deciso dagli stessi dirigenti di Affrico (con il responsabile della scuola calcio Giovanni Galli che era presente) e Cattolica (condiviso dal presidente Paolo Bosi).

Fatto sta che quello che doveva essere un incontro educativo, oltre a trasformarsi in un j'accuse nei confronti della stampa, ha alla fine richiamato ai valori del calcio "non competitivo" giocato da bambini così piccoli (12-13 anni) e invitato i familiari ad un clima sereno durante le gare, attraverso incitamenti nei confronti dei ragazzi. 

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Il presidente dell'Associazione italiana arbitri Marcello Nicchi aveva negato l'utilità di ripetere il match: di solito in queste circostanze il giudice sportivo assegna la sconfitta a tavolino ad entrambe le squadre. Ma la Federcalcio non ha deciso così: queste gare non le dirigono arbitri federali, ma gli stessi dirigenti. Chissà che l'eco mediatica dell'episodio non abbia invece aiutato a richiamare sulla necessità di cambiare registro, piuttosto che trasformarsi nell'ennesimo giustificazionismo che non cambia nulla.

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