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Giovedì, 30 Maggio 2024
Il caso

Mancano volontari, associazione per la difesa degli animali si arrende

Dopo sedici anni di attività l'organizzazione costretta a chiudere i battenti: "Non c'è più voglia di dedicarsi al prossimo”

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"Non siamo riusciti a trasmettere la cultura del volontariato. Per questo motivo chiudiamo la nostra associazione". Un messaggio che contiene rabbia e anche un po' di tristezza quello di Stefano Corbizzi Fattori, presidente di Lida Firenze, costretto a chiudere i battenti dell'organizzazione no profit che a Firenze si occupava della difesa dei diritti degli animali. Presente sul territorio dal 2008, Lida svolgeva anche attività di volontariato per vari canili, sos adozioni e raccolta cibo. Tutte attività che da oggi non saranno più presenti perché, per mancanza di volontari, l'organizzazione è stata costretta ad abbassare la saracinesca.

"Nel 2008 avevamo circa una cinquantina di volontari, mentre oggi non si arriva nemmeno a dieci – spiega Stefano - Mancano due figure fondamentali, ovvero la segretaria/o e la tesoriera/o, e nessuno vuole prendersi l'onere di svolgere queste due mansioni. Purtroppo la riforma del terzo settore ci ha un po' stroncato sotto questo punto di vista, perché si paragonano le associazioni di volontariato alle aziende. Le grandi associazioni, come Oipa o Enpa, hanno personale stipendiato, mentre le piccole organizzazioni come le nostre non possono permetterselo. Per questo attività come le nostra le piccole associazioni stanno scomparendo". 

Poco tempo libero, ma anche una mancanza di sensibilità nell'aiutare il prossimo. Secondo il presidente di Lida Firenze, sono anche questi i motivi che stanno allontanando le persone dal mondo del volontariato. "Purtroppo ho notato in questi anni che manca la disponibilità di dedicare il proprio tempo libero a queste attività. Non ci rivolgiamo alle persone che magari lavorano tutta la settimana, ma uno studente o un pensionato potrebbe svolgere tranquillamente queste mansioni. Svolgo attività di volontariato anche all'Humanitas di Scandicci, e vi dico che anche in questo caso siamo in difficoltà, perché ci sono sempre meno volontari. Ed è un peccato, perché la Toscana ha sempre avuto una grande tradizione sotto questo aspetto”. 

Al momento le poche persone che erano rimaste a Lida si stanno organizzando per svolgere attività di volontariato presso altre organizzazioni. La speranza di Stefano però, nonostante un pessimismo che lo pervade, è ancora viva, come la sua voglia di dedicarsi al prossimo. "La chiusura è in iter, ma niente vieta di riaprire se tra oggi e domani troviamo due persone che si immolano per la causa. In ogni caso troveremo sempre, anche singolarmente, il modo di aiutare i nostri amici animali". 

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