Tragedia sul lavoro: operaio muore dopo un volo di 7 metri / FOTO - VIDEO

Aveva 53 anni

© Alessandro Busi

Questa mattina è morto un operaio di 53 anni. L'uomo, di origini rumene, lavorava per una ditta edile, a cui era stata appaltato un lavoro di ristrutturazione di un capannone di Prato, in via Pieraccioli, nella zona di Galciana.

Il 53enne stava camminando su un lucernario per effettuare un sopralluogo per lavori da realizzare sul tetto quando improvvisamente ha ceduto, l'uomo ha fatto un volo di circa 7 metri ed è morto sul colpo. L'intervento da parte degli operatori sanitari del 118 di rianimarlo è stato inutile. 

Sul posto sono intervenuti i carabinieri, e tecnici del Dipartimento di igiene e sicurezza sui luoghi di lavoro dell'Ausl Toscana Centro, che adesso dovranno ricostruire l'esatta dinamica dell'infortunio mortale. Sul luogo è andato il magistrato di turno Laura Canovai della procura.

Secondo la consocia della ditta, come si ascolta nel video qui sotto, l'uomo "è passato da un posto dove non doveva passare". "Io penso una disattenzione", ha aggiunto.

La dichiarazione della proprietaria dell'immobile (ESCLUSIVA):

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L'assessora regionale alla salute Stefania Saccardi invece ha detto: "Ancora un morto sul lavoro. E ancora una volta regole per la sicurezza che non sono state rispettate. Alla famiglia dell'operaio morto stamani a Galciana rivolgo le mie più sentite condoglianze".

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Il sindacato: regole non rispettate

"L'edilizia è in ripresa, ma su sicurezza e regolarità purtroppo la crisi ci ha riportato indietro di 10 anni", è il commento di Enrico Menici, della Filca-Cisl Toscana. "Gli ultimi incidenti mortali avvenuti - dice Menici - sono tutti uguali: caduta dall'alto. Sui capannoni ci sono di percorsi su cui bisogna stare per evitare lo sfondamento del tetto, bisogna avere una cintura anticaduta ed averla allacciata alla 'linea vita' che dev'esserci sul tetto: se queste regole fossero state rispettate questo lavoratore non sarebbe precipitato. Per questo, mentre rivolgiamo le più sincere condoglianze alla famiglia, chiediamo con forza alla Asl, alla Regione e a tutti gli organi preposti di impegnarsi in modo più stringente sui controlli. E non bastano i controlli documentali, bisogna fare più verifiche 'a vista', andare sui cantieri e verificare di persona. Perché purtroppo, ed anche questa è una conseguenza della crisi, non di rado anche le certificazioni sull'effettuazione dei corsi sulla sicurezza sono fasulle. E così tutto diventa inutile".

"Siamo di fronte all'ennesima morte di un edile che perde la vita lavorando e anche in questo caso, come per la maggioranza di gravi infortuni nel settore, avviene per una caduta dall'alto" il commento di Simona Riccio, segretaria generale della Filca-Cisl Toscana. "Occorre intensificare l'azione di prevenzione per tale rischio, fare maggiore formazione, ma anche una più incisiva repressione per chi non mette in pratica le misure di sicurezza e per coloro che non rispettano i contratti di lavoro".  "Come Filca-Cisl - aggiunge Riccio - lo ripetiamo da anni che nel nostro settore è necessario introdurre la 'patente a punti', un sistema premiale per le imprese virtuose ma che nello stesso tempo introduca sanzioni per chi non rispetta le regole sulla sicurezza. È prioritario intervenire in maniera risoluta per affermare la sicurezza nei luoghi di lavoro, passando dagli annunci ai fatti. Pertanto come Filca-Cisl Toscana chiediamo da subito un tavolo di confronto con la Regione Toscana, come avvenuto per la regolarità del lavoro con la sperimentazione del Durc di congruità, e che introduca negli appalti regionali del settore della costruzione la 'patente a punti' visto che il tema della sicurezza del lavoro è ormai un'emergenza nazionale".

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