'Caccia' ai bidelli comunali: assalto dei candidati ai centralini e protesta dei precari

Palazzo Vecchio cerca 130 esecutori di servizi educativi a tempo determinato. Ma è una ricerca a chiamata diretta tramite liste del Centro per l'Impiego. L'assessore Martini: "Iscrivetevi lì". I precari: "Noi a casa senza lavoro da marzo, manca programmazione delle assunzioni"

La 'caccia' di Palazzo Vecchio a 130 esecutori di servizi educativi a tempo determinato non ha ancora raggiunto il risultato ambito ma ha già prodotto due 'eventi collaterali': l'immediata protesta dei precari storici del settore e il fatto che ieri il centro per l'impiego sia stato preso d'assalto dalle telefonate dei cittadini, così come i sindacati e i centralini di Palazzo Vecchio.

Tutti che volevano sapere come candidarsi per i posti di bidello in asili nido e scuole materne richiesti dal Comune per l'avvio del nuovo anno scolastico, dopo l'affermazione del sindaco Dario Nardella secondo cui, come riportato da La Repubblica Firenze, Palazzo Vecchio sta ricevendo molti rifiuti.

Da un lato dunque il Comune ha difficoltà a trovare il personale, dall'altro i cittadini si stanno accalcando per sapere come conquistare i posti.

Le procedure di reclutamento, però, avvengono sulla base di una graduatoria redatta dal centro per l'impiego che ha fornito la collaborazione necessaria ad attivare le chiamate.

Si tratta di una lista di candidati che gli uffici comunali stanno contattando proprio in questi giorni, tra le persone già iscritte al centro per l'impiego. Sono circa 250 nominativi.

"Se uno è senza lavoro e non è iscritto al centro dell'impiego, vada a farlo. Se non rientra nelle liste adesso, lo farà in futuro"  ha detto l'assessore Alessandro Martini al dorso locale de La Repubblica.

Intanto i precari 'storici' in graduatoria hanno preso carta e penna e scritto una lettera al sindaco. "Siamo i supplenti esecutori servizi educativi (non bidelli), precari storici del Comune di Firenze, siamo a casa senza stipendio da marzo, abbiamo tanti anni di precariato alle spalle, sempre pronti ogni giorno alla chiamata del Comune per poter garantire il servizio ai bambini e alle famiglie" si legge nella missiva.

"In questi anni abbiamo cercato di parlare con lei per spiegare la nostra delicata situazione di precari storici ai quali non tocca mai il posto fisso" - sostengono i precari - senza mai però, essere "accolti e ascoltati".

"Per quanto riguarda poi il fatto che si sia trovato di fronte a un'inaspettata difficoltà - prosegue la lettera - le ricordiamo che al di là dell’emergenza Covid gli esecutori di servizi educativi sono carenti da anni".

Saremmo quindi di fronte, sempre secondo i precari delle supplenze brevi,  a una "mancanza di programmazione delle assunzioni, non solo di emergenza Coronavirus".

Pronta la replica dell'amministrazione comunale alla lettera dei precari: "Questa amministrazione ha avuto un confronto costante e continuo con i rappresentanti dei sindacati attraverso l’assessorato al Personale e per quanto riguarda nello specifico il comparto dell’Istruzione l’assessorato all’Educazione - dichiarano l’assessore comunale al Personale Alessandro Martini e l’assessore comunale all’Educazione Sara Funaro -. Conosciamo bene quindi la situazione che ha toccato da vicino i precari, è per questo che per la prima volta nel bando di concorso per i tempi indeterminati l’esperienza nel Comune di Firenze ha rappresentato un prerequisito alla candidatura".

"Abbiamo ritenuto infatti un valore decisivo l’aver maturato esperienze importanti all’interno dei servizi educativi del Comune, con i nostri bambini - aggiungono Funaro e Martini - Un elemento sicuramente all’avanguardia a livello di pubblica amministrazione, riteniamo quindi non si possa dire che l’attenzione verso il precariato sia mancata. Ma è certo che continueremo in ogni sede a portare avanti questo dialogo”.

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Sul punto della chiamata diretta, l’assessore al Personale Martini inoltre precisa: “Parliamo di chiamata diretta perchè non avviene tramite concorso ma attraverso lo scorrimento di graduatorie precedentemente elaborate, in questo caso dai centri per l’impiego. Una chiamata a partire da una preselezione di figure che rispettano dei determinati prerequisiti”.

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