Lavori socialmente utili per gli imputati invece del carcere

Si tratta di un istituto giuridico che impegna gli imputati in servizi di pubblica utilità o in lavori a favore della collettività in alternativa al carcere

Rafforzare i servizi per la comunità come pena alternativa ed estendere la "messa alla prova" all'interno degli macchine istituzionali della provincia di Firenze. E' quanto emerso a Palazzo Medici nel corso di un incontro organizzato dall’Ufficio Interdistrettuale per l’Esecuzione Penale Esterna di Toscana e Umbria - UEPE. L'istituto giuridico, la "messa alla prova" appunto,  consente la sospensione del procedimento penale e l’affidamento dell’imputato a lavori di pubblica utilità oppure a prestazioni non retribuite in favore della collettività.

L’istituto, in passato previsto solo per i minorenni, dal 2014 è stato esteso anche al settore degli adulti per i reati di minore allarme sociale e purché ricorrano determinati requisiti e condizioni da parte dell’imputato. La  “messa alla prova”, a differenza delle misure alternative alla detenzione (semilibertà, affidamento ai servizi sociali, detenzione domiciliare), riguarda persone indagate, ma non condannate, e può essere concessa dal giudice per reati puniti con la reclusione fino a quattro anni, sola, congiunta o alternativa alla pena pecuniaria, ed è esclusa per i contravventori e delinquenti abituali e professionali.

Si tratta di una innovativa risposta del sistema penale, con una ratio rieducativa, socializzante e riparativa del danno provocato dal reato; inoltre ha una funzione deflattiva essendo una vera e propria sanzione da scontare all’esterno del circuito carcerario.

Nel corso dell’incontro sono stati presentati i risultati di una mappatura condotta dall’UEPE, che evidenzia il grande favore con il quale la nuova disciplina è stata accolta. “Al di là di quelli che sono i profili strettamente giuridici - ha detto il prefetto Laura Lega intervenendo per un saluto - mi preme sottolineare la forte valenza sociale di questa misura del nostro ordinamento, che ha una finalità pedagogica rilevante e permette di fare rete sul territorio assicurando uno scambio concreto di valori civici e di recupero di coloro che hanno sbagliato”.

Siccome i dati illustrati oggi raccontano una realtà molto significativa che riguarda la Toscana, Lega ha annunciato quindi che a breve la Prefettura organizzerà una conferenza permanente coinvolgendo le amministrazioni statali, gli enti locali e gli istituti di previdenza. L’obiettivo è quello di ampliare il numero di soggetti istituzionali del territorio provinciale disposti ad accogliere nel proprio ambito le persone che scelgono la messa alla prova.
 

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