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Domenica, 19 Maggio 2024
Cronaca Diacceto-Moccoli / Via Chiantigiana

Senso unico in via Chiantigiana, traffico paralizzato e mattinata da incubo

Il sindaco di Bagno a Ripoli: “Situazione ingestibile, Palazzo Vecchio riveda il provvedimento”

“Stamani era un delirio”. Questa la sintesi del sindaco di Bagno a Ripoli Francesco Casini dopo il secondo giorno di traffico paralizzato in seguito all’istituzione da parte del Comune di Firenze del senso unico su via Chiantigiana a Ponte a Ema, in uscita dal capoluogo verso Antella e Grassina, con auto e bus tutti dirottati sulla Sr 222.

“Ho fatto un sopralluogo - racconta Giampaolo Cherici, consigliere del Quartiere 3 dove è presidente della commissione politiche del territorio, unico ad aver votato contro la decisione di Palazzo Vecchio - Dalla rotatoria di Ponte a Ema a quella di Ponte a Niccheri, andata e ritorno ho impiegato quaranta minuti, è tutto bloccato, ma era facilmente prevedibile. Ho dipendenti e pazienti che non riescono ad arrivare in studio. È una scelta incomprensibile, fatta per fare attraversare in sicurezza gli utenti dei mezzi pubblici, ma per poche decine di persone se ne blocca qualche migliaio”. 

E il problema è che mattinate come quelle degli ultimi due giorni non resteranno casi isolati: il provvedimento infatti è dovuto a lavori urgenti al tetto pericolante di un immobile che si trova nella strettoia e dureranno almeno quattro mesi, termine fissato al 13 marzo 2024. E infatti tra i residenti che hanno già sperimentato le code monta la rabbia: “Fatemi capire, ma ora per 4 mesi devo fare un ora di fila per tornare a casa dopo un giorno di lavoro?”, “Allucinante, assolutamente si deve trovare una soluzione, non si può andare avanti così fino a marzo. Io sto a ponte a Ema e non posso più muovermi da casa se non partendo un paio d'ore prima! Ognuno il suo lavoro. Chi di dovere s’inventi una soluzione”.

Nei giorni scorsi l’amministrazione di Bagno a Ripoli aveva dato parere contrario al provvedimento di Palazzo Vecchio, evidenziando l’inevitabile congestionamento del traffico all’altezza dell’incrocio con semaforo presso il sottopasso autostradale, proponendo invece il senso unico in direzione opposta, verso il capoluogo. 

“Firenze ha tirato dritto - riprende Casini - ma dobbiamo iniziare ad avere un’idea di città che non è solo quella dei confini amministrativi, con uno sguardo più ampio. Bagno a Ripoli è Firenze e viceversa, quello che accade all’Antella o a Grassina non può lasciare indifferenti. Se non facciamo questo salto di qualità nella visione delle cose si va poco lontano. Stamani - aggiunge - ho chiamato sia l’assessore Giorgetti che la presidente del Quartiere Perini per spiegargli la situazione e ribadire che vanno prese contromisure perché così è ingestibile.  Noi siamo disponibili a dare una mano. Almeno la mattina e la sera, nelle fasce orarie di punta, va trovata un’alternativa, con l’utilizzo di semafori o movieri per un senso unico alternato e permettere il passaggio dei mezzi inclusi quelli pubblici. Il 31 e il 32 sono già in sofferenza per i lavori sui viali e in centro, con un ulteriore aggravio la situazione è insostenibile. E poi non va dimenticata la presenza dell’ospedale di Ponte a Niccheri, la questione emergenza non può essere sottovalutata”.

Appello raccolto da Palazzo Vecchio che prova a correre ai ripari: “Viste le problematiche del traffico evidenziate dal Comune di Bagno a Ripoli, anche se per ogni modifica alla viabilità occorre un periodo di assestamento, è stato deciso di convocare una ulteriore riunione per domani mattina. All’incontro sono stati invitati, oltre i rappresentanti dei due Comuni, il 118, i vigili del Fuoco ed Autolinee Toscane, in modo da esaminare la situazione e prendere decisioni in merito”, si legge in una nota in cui viene però evidenziato  che “il parere negativo del Comune di Bagno a Ripoli è arrivato dopo il rilascio dell’ordinanza”. “La modifica alla viabilità - fa sapere ancora il Comune di Firenze - è stata tecnicamente condivisa per garantire la sicurezza dell’abitato di Ponte a Ema verso l’ospedale Santa Maria Annunziata e garantire il servizio di trasporto pubblico. Tutti i partecipanti alle riunioni erano consapevoli che la decisione di istituire il senso unico in direzione ospedale era problematico per la mobilità ordinaria, ma garantiva il mantenimento del trasporto pubblico e la sicurezza. Si precisa che era stato inoltre verificato che non c’erano gli spazi per un senso unico alternato”.

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