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Cronaca

Kata è scomparsa da un mese esatto: tutto quello che sappiamo

Verso una nuova manifestazione nel quartiere, Nardella esprime "totale solidarietà" alla famiglia e ricorda: "Dato agghiacciante sugli scomparsi"

È scomparsa da un mese esatto, in quel maledetto sabato 10 giugno. E questa sera, 10 luglio, con partenza da piazza Luigi Dallapiccola alle 21, una nuova manifestazione chiederà di non abbassare l'attenzione su Kataleya, la bimba di 5 anni che viveva nell'ex hotel Astor occupato, assieme alla famiglia, e che pare sparita nel nulla.

Nardella: "Non ci fa dormire"

"La scomparsa di Kata continua ad addolorarci, non ci fa dormire. L'amministrazione resta vicino alla famiglia e continua a collaborare con le autorità giudiziarie e le forze dell'ordine, come abbiamo sempre fatto dal primo giorno della scomparsa. Da parte nostra c'è totale sostegno alla comunità peruviana e ai familiari. Abbiamo garantito sostegno alle indagini. Le telecamere utilizzate sono praticamente tutte del sistema di videosorveglianza del Comune. Inoltre, dopo lo sgombero, è stata garantita ospitalità a donne e bambini, in strutture dove la situazione è sotto controllo grazie all'aiuto di Caritas e altri soggetti del terzo settore che ci stanno supportando". Così il sindaco Dario Nardella, questa mattina, a margine di un evento stampa.

Scomparsi: un fenomeno "agghiacciante"

Oltre a questo, la vicenda, sottolinea il sindaco, "riaccende i riflettori su un fenomeno molto diffuso in Italia: nel 2022 si parla di 24mila persone scomparse, di cui solo la metà sono state ritrovate. E la maggioranza di questi sono bambini, minori. È un dato veramente agghiacciante, che non tende a scemare neanche nel 2023. Questo significa che ci sono tante vicende assimilabili a quelle della piccola Kata e tutti, istituzioni e società civile, dobbiamo lavorare per prevenire situazioni di questo tipo, anche sensibilizzando l'attenzione dell'opinione pubblica".

Kata scomparsa: cosa sappiamo

Di Mia Kataleya Chicllo Alvarez, per tutti Kata, non si sa nulla dalle 15:13 del 10 giugno. È quello il momento nel quale una telecamera la inquadra mentre scende le scale interne della struttura (video non reso pubblico dagli inquirenti, a differenza di quello delle 15:01, quando si vede Kata uscire con un gruppetto di bimbi, tra cui suo fratello, e poi rientrare nella struttura).

Da quel momento, è successo un po' di tutto. La pista della 'vendetta' per il racket degli affitti che avveniva all'interno della struttura, dominata, a quanto pare da tre gruppi, uno di rumeni e due di peruviani. L'ipotesi, che aleggia senza che quasi nessuno abbia il coraggio di parlarne, della pedofilia: su questo gli inquirenti non hanno mai detto nulla. Sarebbe una ipotesi che non ha nulla a che fare con la 'guerra' per gli affitti.

L'ex hotel Astor è stato sgomberato solo una settimana dopo la sparizione di Kata. Gli occupanti, come i genitori, sono stati più volte sentiti dai pm, che mantengono sulle indagini uno strettissimo riserbo. Possibile che nessuno quel sabato pomeriggio abbia visto nulla? Se lo chiedono in molti.

Il "buco" di 90 minuti

Dov'è la bambina? La risposta a questa domanda potrebbe trovarsi in quei 90 minuti di "buco" in cui la piccola è sparita nel nulla. Le ultime immagini diffuse dagli inquirenti come detto mostrano Kata di fronte all'ex Astor alle 15:01, ma altre immagini che ritraggono la piccola all'interno della struttura, non rese pubbliche, alle 15:13, sulle scale interne.

Katherine, la mamma della bimba, ha raccontato di essere tornata dal lavoro intorno alle 15.45, ma l'allarme non è scattato subito. Sia Katherine che suo fratello Abel, zio della piccola al quale era stata affidata, hanno pensato che fosse a un vicino campo da calcio, assieme ad altri bambini della struttura occupata. 

Così non era, ma mamma e zio se ne sono dati conto solo intorno alle 16:45, quando gli altri bambini sono tornati all'ex Astor riferendo che Kata non era con loro (le ultimi immagini diffuse, quelle che si riferiscono alle 15:01, mostrano la bambina che si distacca dal gruppetto degli altri bimbi, dove c'era anche suo fratello, e torna verso l'ex hotel). L'allarme è quindi scattato soltanto dopo le 16.45, circa un'ora e mezza dopo le immagini che ritraggono la bimba sulle scale interne. Un momento di vuoto in cui la piccola potrebbe essere stata portata via. La chiamata di denuncia della madre alle forze dell'ordine è intorno alle 18:30.

Le indagini 

In quel lasso di tempo la telecamera di una ditta che confina con il cortile dell’Astor ha registrato un rumore, qualcosa di simile a una caduta, e la partenza di un furgone bianco.

Dalle perquisizioni nella ditta non sono emerse tracce che potrebbero ricondurre a Kata, anche se la pista del furgone bianco rimane un'ipotesi ancora in campo.

Per la scomparsa di Kata, la Procura indaga per sequestro di persona a scopo di estorsione, al momento senza indagati. Nei giorni scorsi, gli inquirenti hanno fatto anche prelevare il dna agli occupanti dell'ex albergo.

I genitori di Kata, Miguel Angel e Kathrina, sono stati nuovamente ascoltati, su loro stessa richiesta, al comando dei carabinieri di Borgo Ognissanti dagli investigatori. A complicare un quadro investigativo già difficile ci sarebbero anche alcune testimonianze apparse contraddittorie.

L'appello del pm

Nei giorni scorsi Luca Tescaroli, il pm che indaga sulla scomparsa della piccola Kata, ha rivolto un appello a chiunque sia in possesso di informazioni utili a rintracciare la piccola: "Faccio un appello di responsabilità a tutti, chiedendo ai familiari il più stretto riserbo e un impegno da parte della collettività, invitando coloro che sanno a riferire esclusivamente a questo Ufficio nell'interesse prioritario della piccola bimba scomparsa. L'ipotizzato sequestro di persona potrebbe trovare spiegazione nei rapporti conflittuali che sono sfociati in delitti con denunce reciproche maturate nell'ambito dell'occupazione abusiva dell'Hotel Astor. Si è visto nelle fosse biologiche, nelle intercapedini, nelle controsoffittature, e non è emersa alcuna traccia della piccola bimba scomparsa. Si tratta di una attività di indagine funzionale agli sviluppi investigativi che vi saranno".

La madre di Kata: "Gli investigatori hanno perso tempo"

"Io percepisco che Kata è ancora viva. Però ci sentiamo abbandonati, avvertiamo l'indifferenza dell'Italia. Ho l'impressione che non si stia facendo abbastanza per ritrovarla e che nei primi giorni si sia perso tempo prezioso a cercarla inutilmente nell'hotel", dice oggi al Messaggero Katherine Alvarez, la madre della bambina.

"Finora non l'hanno trovata qua, a Firenze. Magari l'hanno portata all'estero - aggiunge - Per questo voglio che la sua foto venga condivisa anche fuori dall'Italia. Io mando la foto di Kata alle mie amiche, che la mandano a loro conoscenti in Francia o in Germania. In più la diffondiamo su internet. Ci sta che, se finora non l'hanno trovata qui, possa essere stata portata in un altro Paese. Devo pensare a tutto".

"Penso - dice ancora la donna, sempre al Messaggero -, che gli investigatori hanno perso 10-11 giorni a cercare sempre nell'hotel, quando si sapeva sin dal primo giorno che non era lì. Da parte dell'Italia "sento una grandissima indifferenza da parte di tutti. Non so se dipende dal fatto che siamo stranieri. Nessuno si è avvicinato a me, a dirmi cosa fare. Nessuno di importante, nemmeno il sindaco. Ho solo l'aiuto del mio avvocato. Mi sono rivolta direttamente alla Meloni. Non capisco perché proprio mia figlia. Non conoscevo quasi nessuno lì dentro, né ho mai avuto grandi litigi".

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