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Venerdì, 1 Marzo 2024
Cronaca

L'ITT Marco Polo lancia la scuola del futuro: via il quadrimestre e classe senza voto

L'iniziativa nasce per creare una scuola più serena e con meno pressione per gli studenti

Una scuola senza voti e quadrimestri ma con un'unica valutazione finale. No, non è la scuola del futuro, ma quella del presente che sta cercando di cambiare per adattarsi al mondo moderno. L'idea è dell'istituto tecnico per il turismo e liceo linguistico Marco Polo che punta a creare una scuola in cui gli studenti possano sentirsi in un ambiente più sereno e con meno pressioni. “Vogliamo portare avanti un'idea di scuola diversa, provare a creare un contesto che sia il più possibile accogliente per i ragazzi - racconta Ludovico Arte, preside del Marco Polo -. Nel 2023 c'è ancora l'idea che si impari meglio attraverso il sacrificio e la sofferenza. Noi invece crediamo che in una scuola dove si sta bene si impari meglio”. 

Ecco quindi che l'istituto ha pensato di sperimentare delle novità in questo anno didattico: l'annullamento dei giudizi intermedi. In pratica uno solo a giugno per le classi dell'istituto e una classe del liceo linguistico. In quest'ultima, peraltro, i professori non adotteranno i voti in numeri bensì esprimendo un giudizio discorsivo. Anche gli insegnanti delle altre classi avranno la libertà di utilizzare questo metodo. “Ovviamente ci saranno sempre compiti e interrogazioni, ma le valutazioni verranno date in giudizi scritti, in cui si dice cosa il ragazzo ha fatto bene e cosa ha fatto male. Il voto sarà presente solo nella pagella finale a giugno. Questo perché i numeri stanno avvelenando il sistema. Sia i ragazzi che le famiglie guardano solo il voto, senza capire se l'alunno sta bene o sta male, o se ha davvero appreso quello che ha studiato”. A fine gennaio verrà comunque organizzato un consiglio di classe, dove la scuola avviserà le famiglie degli studenti che hanno maggiori carenze in alcune materie e che possono essere a rischio bocciatura. 

In questo primo mese l'idea è stata accolta bene sia da studenti che da professori, anche se ancora è presto per dire se l'esperimento possa funzionare o meno. “A fine anno vedremo i risultati – sottolinea il preside – ma penso che questo metodo possa contribuire a creare un clima più sereno. Qualcuno ha criticato questa iniziativa, perché dice che c'è troppo buonismo e che è bene che ci sia un po' di stress altrimenti non si preparano i ragazzi alla vita che dovranno affrontare. I ragazzi verranno comunque valutati e se avranno troppe insufficienze verranno comunque bocciati. Abbiamo decine e decine di studenti che vanno dallo psicologo per ansia o attacchi di panico. Quindi perché non ridurre lo stress per ottenere dei risultati migliori? Se i ragazzi saranno felici e preparati, avremo fatto bingo”. 

"La scuola italiana – conclude il dirigente  – è una scuola con una mentalità vecchia. Basta intervistare i ragazzi che escono dalle scuole: risponderanno che è noiosa, stressante e con argomenti non collegati alla vita che vivono. Dobbiamo aggiornarci. Vorrei sapere quante scuole in Italia stanno discutendo con i ragazzi sulla guerra in Ucraina o su quello che sta succedendo tra Palestina e Israele o se siamo sempre a parlare dei cartaginesi, con tutto il rispetto per i cartaginesi. La scuola di oggi deve parlare anche di sessualità ad esempio e di tante altre cose. Dobbiamo fare educazione a tutto campo, con linguaggi nuovi, conoscere meglio i ragazzi, chiedergli che musica ascoltano o quali sono i loro desideri”. 

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