Coronavirus, il giornalista fiorentino Saverio Tommasi accerchiato e insultato dai negazionisti: scortato dalla polizia fuori dalla piazza / LE IMMAGINI

Fatti molto gravi a Roma e brutti momenti per il noto volto di Fanpage, accompagnato dalle forze dell'ordine fuori della piazza romana: "Per la sua incolumità"

Fatti molto gravi ieri a Roma, dove i negazionisti 'no mask', poco più di un migliaio di persone riunite per "dire no alla dittatura sanitaria", hanno accerchiato, offeso ripetutamente e minacciato pesantemente il giornalista fiorentino Saverio Tommasi, noto volto di Fanpage, che si trovava nella capitale, assieme alla collega operatrice, per raccontare la manifestazione che si stava svolgendo.

Tommasi, oltre ai pesanti insulti ricevuti, è stato anche più volte strattonato e 'invitato' ad andarsene. Alla fine sono dovute intervenire le forze dell'ordine. Poliziotti in borghese hanno scortato Tommasi e l'operatrice fuori dalla piazza. "Per la vostra incolumità", dicono i poliziotti, come si sente nel video ora messo on line da Fanpage.it.

"E' un problema che due giornalisti non possano stare in una piazza a fare il loro lavoro", le prime parole di Tommasi dopo essere stato accompagnato fuori dalla piazza. Lo stesso Tommasi che poi su Facebook riporta quanto accaduto.

"E' stata una giornata difficile, ed è finita che la Polizia mi ha protetto con un cordone scortando via me e la mia collega dai manifestanti inferociti (per cosa? Per le nostre domande). Ringrazio per questo le Forze dell'ordine, e ringrazio i colleghi di La Repubblica, Il Corriere della Sera e Il Fatto Quotidiano per averlo raccontato. Ringrazio tutti. Se scordo qualcuno, scusatemi. Sono in treno e molto, molto stanco", si legge su Facebook.

"Ringrazio Wendy Elliott, collega con cui ho vissuto la pesante giornata e che con me ha fatto le riprese video. Ogni tanto ci guardavamo, ci confrontavamo e insieme trovavamo la forza per continuare, almeno fino a quando è stato possibile. Ora stiamo lavorando sul video, non sappiamo se lo vedrete ma ci stiamo lavorando. La libertà di informazione riguarda tutti. I presidi sanitari corretti non sono una dittatura sanitaria. I morti per Covid-19 non sono un'invenzione del Nuovo Ordine Mondiale", si conclude il post di Tommasi. Sotto il sito pubblicato da Fanpage che riporta quanto accaduto.

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