"Rolando, abbozzala!". Le ore calde all'Isolotto fra bar e coprifuoco

La follia di Scarpellini vissuta tramite le voci del quartiere. Tanta paura nella semplicità

Per una manciata di ore è stato un quartiere diviso fra incredulità e paura. In molti non riuscivano a credere che Rolando Scarpellini - conosciuto all'Isolotto come i suoi genitori, persone che frequentano regolarmente la piazza e le sue strade - potesse mettere in atto un gesto di tale follia. Certo che fosse un personaggio caldo lo si sapeva e i suoi precedenti parlavano chiaro. Ma vent'anni dopo il coinvolgimento nella sparatoria della Montagnola erano in molti ad averlo conosciuto come un ragazzo normale, uno come tanti.

Mercoledì sera, dopo che la polizia aveva allertato i cittadini sulla pericolosità di uscire di casa con le ricerche in corso (l'uomo era armato di pistola ed erano stati ritrovati alcuni bossoli, non si sa se sparati dallo stesso Scarpellini), il clima all'Isolotto era surreale. Molti hanno ignorato l'avvertimento delle forze dell'ordine, bollandolo come "esagerato" ed uscendo regolarmente a piedi con il buio. Ma l'atmosfera era diversa, come quella di un luogo che si ritira in silenzio dopo un fatto grave. Come quella di un quartiere che spera di non dover rivivere l'incubo dei tempi in cui veniva identificato come il Bronx di Firenze.

Alcune persone, mercoledì mattina quando Scarpellini si è presentato al bar "I Portici" di piazza dell'Isolotto alla ricerca di una dipendente, hanno tentato di farlo ragionare. "Dai Rolando, abbozzala!". E' lì che si sono accorti che non era aria, come si dice da queste parti. "Era una furia, quasi non si riconosceva", raccontano. Tant'è che quando se ne è andato prima di tornare in piazza, è stato visto allontanarsi con la sua auto a velocità folle: "E' uscito dal parcheggio senza guardare se ci fosse qualcuno sulla sua strada, senza rispettare le precedenze: se ci fosse stato qualcuno lo avrebbe messo sotto".

Una storia di disperazione e disagio, provocata probabilmente da una relazione con una donna. La conseguenza il clima da Far West provocato dalla scarsa lucidità del 48enne. Tutto condito da una fuga maldestra, in cui l'uomo ha perso il telefono in via Pio Fedi, mentre gli stessi genitori avevano suggerito alla polizia, in un misto fra semplicità e disperazione, i luoghi dove avrebbero potuto trovarlo, su tutti il magazzino della ditta dell'uomo. E chissà che a farlo ragionare non siano stati gli appelli dei suoi stessi colleghi di Calcio storico, ambiente sempre difficile e da prendere con le molle ma capace anche di grandi gesti di unità nei momenti difficili, come ha ricordato ieri mattina parlando a Lady Radio il Presidente Michele Pierguidi: "Spero che Rolando ritrovi la lucidità di ragionare e pensi ai suoi tre figli".

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Maltempo: in transito l’ondata di piena dell’Arno in città / FOTO

  • Maltempo: attesa la piena dell'Arno / FOTO

  • Ponte a Greve: crolla un muro per il maltempo, auto distrutte

  • Morto il giovane rapper Cry Lipso 

  • Chianti: Elsa in piena, evacuate 23 famiglie per rischio alluvione / FOTO

  • Campi Bisenzio: neonata trovata morta in una borsa / FOTO - VIDEO

Torna su
FirenzeToday è in caricamento