Cronaca

Interruzione di gravidanza: in ospedale pubblico di Firenze spunta manifesto anti aborto

La notizia è stata rivelata da 'La Repubblica': l'Asl lo ha fatto rimuovere, verifiche in corso per capire chi lo abbia messo

'Sei in difficoltà a causa di una gravidanza? Ti ascoltiamo, vieni a trovarci'. La frase è suadente ed invitante. Era scritta su un grosso cartellone spuntato lunedì sera allo Iot Palagi, ospedale pubblico, proprio nella sale dove aspettano le donne che hanno deciso di intraprendere una interruzione di gravidanza.

La firma è 'Sos Vita', collegato al 'Movimento per la Vita', notoriamente contrario all'aborto, come si può facilmente capire anche dai "valori" riportati sulla propria pagina, dove si legge che l'obiettivo del movimento è "difendere e promuovere il valore della vita umana dal concepimento alla morte naturale, senza eccezioni". La notizia è stata riportata ieri da Repubblica Firenze (dalla quale proviene anche la foto).

Ad accorgersi del grosso cartellone, retto da un tre piedi - impossibile non notarlo - sarebbe stata, come riporta sempre Repubblica, una donna, che ha già intrapreso, possibile immagine la difficoltà della scelta, un percorso di interruzione di gravidanza. Ovvio il turbamento nel trovarsi di fronte "l'invito" di una simile sigla.

Della questione si sarebbero interessati direttamente le assessore regionali Alessandra Nardini e Serena Spinelli e l’assessore alla salute Simone Bezzini. L'Asl, appena saputo la notizia, l'ha fatto rimuovere ed avrebbe avviato verifiche interne per capire come sia potuta accadere una cosa del genere, in una struttura pubblica.

"Le donne hanno il diritto di scegliere. Oggi questa conquista, ottenuta e difesa grazie alle battaglie di tantissime donne, viene continuamente messa in discussione. Come Regione siamo sempre impegnati per la piena e corretta applicazione della legge, garantendo fin da subito anche la possibilità dell’aborto farmacologico. Sui diritti delle donne non si torna indietro. Approfondiremo su quando accaduto e vigileremo", le parole di Nardini a Repubblica.

Iniziativa del leghista: "Aborto nemmeno in caso di stupro"

Proprio ieri ha suscitato violente proteste un'iniziativa organizzata dal deputato leghista Simone Billi alla Camera. "L'aborto non è un diritto legalmente accettabile e anche nei casi più tragici come lo stupro non è mai giusto", si leggeva nel depliant dell'iniziativa. "Non ero presente, quello che si è detto non mi rappresenta e non rappresenta il mio partito", ha provato a difendersi il parlamentare. Reazioni e proteste veementi sono arrivate anche dalla Toscana.

"Affermazione agghiacciante"

“Un’affermazione agghiacciante è risuonata al convegno organizzato dal deputato della Lega Simone Billi a Montecitorio: l’aborto sarebbe non legalmente accettabile, ingiusto, anche nei casi di stupro. Per fortuna il nostro é uno stato di diritto e nonostante i frequenti assalti politici, l’interruzione di gravidanza è un diritto. Non possiamo accettare che si facciano passi indietro sul principio di autodeterminazione delle donne, che anzi ancora deve essere realizzato a pieno con l’accesso ad un aborto libero e sicuro pienamente garantito ovunque", ha dichiarato Enzo Brogi, responsabile dipartimento diritti del Pd toscano.

Brogi è tornato anche sul caso del manifesto allo Iot Palagi. "È giusto che sia fatta luce su quell'episodio", ha detto. "Ciò che ha organizzato la Lega - ha aggiunto Iacopo Melio -, è assolutamente aberrante. Continuare a colpevolizzare le donne negando loro scelte e possibilità è quanto di più distante ci possa essere dal concetto di civiltà”.

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