Morte di Gabriele Vadalà: la lettera del padre

Giovedì si terranno i funerali. Presenti amici, parenti e i calcianti Rossi al completo 

Il padre di Gabriele Vadalà invia una lettera aperta, diffusa tramite il proprio legale, al quotidiano la Nazione dopo la pubblicazione di un articolo in cui viene riportato il fatto che lo scooter che guidava il giovane è risultato rubato a Scandicci. Scooter di cilindrata trecento, e che quindi la vittima non avrebbe potuto guidare, in merito al quale i vigili urbani stanno svolgendo accertamenti "per accertare eventuali responsabilità di terzi".  

Questo il commento del legale della famiglia allegato alla lettera del padre diffusa sui social network: 

Egregio Direttore in qualità di legale della famiglia di Gabriele Le scrivo in merito all'articolo uscito oggi sul Suo quotidiano e titolato “Gabriele, lo scooter era rubato”. Le scrivo a nome di una famiglia che sta soffrendo per un avvenimento che li ha travolti e che definire doloroso sarebbe un eufemismo. Penso, anzi sono sicuro, che quando siamo meri spettatori del dolore altrui dovremmo avere la capacità e il coraggio di restare in silenzio. Il dolore fa rumore e dovremmo imparare ad ascoltare il doloroso silenzio che attraversa il cuore di chi ha perso un figlio, un marito, un fratello e che si sente perso, smarrito, agonizzante. Chi perde la persona amata vuole restare nel proprio oblio e non vuole sentire nessuno mormorare o fare inutili supposizioni, vorrebbe solo che tutto tornasse come prima. Prima, quando Gabriele era un figlio, un fratello, un amico, un fidanzato. Quello che Le chiedo, in nome di un padre e della sua famiglia dilaniata dalla sofferenza, è di mostrare più rispetto. Perchè c'è un tempo per tutto e oggi, nell'imminenza della tragedia, è il giorno in cui si deve solo ascoltare e partecipare silenziosamente al tormento della famiglia di Gabriele. Mi associo pertanto alle parole del sig. Vadalà che ha voluto, mio tramite, farLe arrivare il proprio pensiero:
“Gentile Direttore, Sono il padre di Gabriele Vadalà, il ragazzo di soli 15 anni che ha perso la vita in uno stupido incidente in scooter nella notte tra sabato e domenica scorsa. Le parlo da padre a padre, aver letto l’articolo apparso oggi sul suo giornale a proposito di quanto accaduto a mio figlio, nei riferimenti e nelle neanche tante velate allusioni a suoi coinvolgimenti nel furto di quello scooter e addirittura in episodi di non meglio chiarita ricettazione di non so cosa, mi creda, non fa bene. Non fa bene a me, non fa bene alla mia famiglia, non fa bene soprattutto a Gabriele. Un ragazzo pieno di vita con tutti i sogni e gli interessi che un quindicenne può avere, con gli errori e le piccole trasgressioni che un quindicenne può fare. Gabriele ha peccato di una leggerezza, è vero, ha guidato uno scooter che non conosceva bene e tutti noi stiamo pagando con un dolore devastante questa sua leggerezza. Ma da qui a dipingerlo come un potenziale delinquente, questo non lo consento nè a lei, nè al suo giornale nè a nessun altro. La esorto quindi a non far scrivere ai suoi giornalisti cose inesatte e assolutamente prive di ogni fondamento. Non mi costringa a chiedere queste cose attraverso il mio legale il giorno prima del funerale di Gabriele, ma soprattutto non aggiunga dolore al dolore che già ci dilania. Il ricordo di Gabriele è tutto quanto ci resta di lui, non lo macchi ingiustamente.  Sono sicuro che capirà e non permetterà che altro fango venga gettato su un innocente” Cordialmente avv. Guglielmo Mossuto. 


Domattina, dopo la camera ardente di oggi, si terranno i funerali del giovane. In Piazza dell'Isolotto saranno presenti amici, parenti e volti del quartiere. Oltre alla squadra al completo dei Rossi di Santa Maria Novella, Gabriele era infatti una grande appassionato del Calcio storico fiorentino. 
 

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